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Parte il cantiere nel complesso sorto attorno alla tomba di San Felice: interventi su mosaici, affreschi e coperture per tutelare uno dei luoghi simbolo del cristianesimo antico in Campania

Sono iniziati ufficialmente i lavori di restauro del Complesso Basilicale Paleocristiano di Cimitile, nel Nolano, uno dei siti più significativi per la storia del cristianesimo delle origini nell’Italia meridionale. L’apertura del cantiere segna un passaggio cruciale nel programma di tutela promosso dalla Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per l’Area Metropolitana di Napoli, con l’obiettivo di garantire la conservazione a lungo termine di un complesso unico per stratificazione e continuità di culto.

Interno di una chiesa antica con colonne e pareti decorate, visibilmente danneggiata nel tempo. restauro basiliche paleocristiane Cimitile
Foto: ©SABAP Napoli

Il santuario nato attorno alla tomba di San Felice

Il nucleo monumentale si sviluppò tra IV e VI secolo d.C. attorno alla sepoltura di San Felice di Nola, meta di pellegrinaggi già in età tardoantica. Nel tempo il sito si ampliò fino a comprendere sette edifici di culto, creando un articolato sistema di basiliche, cappelle, ambienti funerari e spazi di servizio.

Ruderi di un'antica struttura con un prato verde, sotto un cielo soleggiato. restauro basiliche paleocristiane Cimitile
Foto: ©SABAP Napoli

Fondamentale fu l’opera di Paolino di Nola, vescovo e intellettuale, che tra IV e V secolo promosse un vasto programma edilizio e decorativo, contribuendo a fare di Cimitile un centro spirituale di rilievo nel Mediterraneo cristiano. Mosaici pavimentali, affreschi, rivestimenti in opus sectile e iscrizioni testimoniano una stagione di intensa vitalità artistica.

Proprio la lunga durata del sito – con aggiunte medievali e interventi barocchi – ha determinato nel tempo criticità conservative legate a umidità di risalita, infiltrazioni meteoriche e degrado degli apparati decorativi.

Interno di un'antica struttura, con pareti rovinate e affreschi visibili, affiancato da elementi architettonici in rovina. restauro basiliche paleocristiane Cimitile
Foto: ©SABAP Napoli

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Gli interventi: tra restauro e prevenzione

Il progetto, fondato su analisi diagnostiche interdisciplinari, riguarda in particolare la Basilica di San Felice, la Basilica di San Giovanni e l’area della cosiddetta Basilica Nova.

Gruppo di visitatori in un sito archeologico con resti di antiche mura e affreschi. restauro basiliche paleocristiane Cimitile
Foto: ©SABAP Napoli

Restauro delle superfici decorate

Sono previsti interventi su mosaici, affreschi, stucchi, superfici lapidee e intonaci dipinti. Le operazioni comprenderanno pulitura controllata, consolidamento dei supporti murari, integrazione delle lacune con materiali compatibili e trattamenti protettivi finalizzati alla stabilità e alla leggibilità delle decorazioni.

Affresco parziale su una parete di un antico edificio, con tracce di colori e dettagli visibili su una superficie rocciosa.
Foto: ©SABAP Napoli

Coperture e regimentazione delle acque

Un nodo centrale riguarda la protezione sommitale degli edifici. Verranno consolidate le coperture e migliorati i sistemi di smaltimento delle acque meteoriche, anche mediante l’impiego di elementi in rame, scelto per durabilità e compatibilità con il contesto storico. L’obiettivo è ridurre l’apporto di umidità, tra le principali cause di degrado dei cicli pittorici.

Accessibilità e nuovi impianti

Il progetto prevede inoltre nuove rampe e passerelle, pavimentazioni in cocciopesto e soluzioni per il superamento delle barriere architettoniche, così da rendere più chiara la lettura delle sepolture e degli spazi liturgici. Saranno installati nuovi impianti di illuminazione con attenzione alla valorizzazione scenografica degli ambienti più significativi e un sistema di videosorveglianza.

Interno di un'antica struttura con colonne di marmo e pareti affrescate, mostrando segni di usura e restauro.

Un cantiere aperto

I lavori saranno condotti garantendo, per quanto possibile, la continuità della fruizione. Sono previste visite guidate in corso d’opera, con l’intento di trasformare il restauro in un momento di conoscenza condivisa. L’idea del “cantiere aperto” riflette una concezione contemporanea della tutela: conservare significa anche raccontare e coinvolgere.

Interno di un antico edificio con archi e affreschi, pavimento in pietra e finestre con grate.
Foto: ©SABAP Napoli

Per la sua importanza storica e spirituale, il complesso di Cimitile rappresenta un caso emblematico di come la manutenzione programmata e l’innovazione tecnica possano convivere con il rispetto della materia antica. Non solo un intervento conservativo, dunque, ma un investimento culturale destinato a incidere sul futuro del sito e sulla consapevolezza del suo valore nel panorama campano e nazionale.

📘 Fonte notizia

  • 📄 Comunicato stampa ufficiale della Soprintendenza

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