Il 27 agosto 1576 Tiziano Vecellio moriva a Venezia, nella sua abitazione-studio al Biri Grande, mentre la peste infuriava nella città lagunare. Aveva quasi novant’anni ed era ormai uno dei pittori più celebri d’Europa: aveva lavorato per la Serenissima, per l’imperatore Carlo V e per Filippo II di Spagna, contribuendo in maniera decisiva alla trasformazione della pittura del Rinascimento.

A 450 anni dalla morte, Pieve di Cadore, suo paese natale, dedica proprio alla data del 27 agosto una giornata speciale nell’ambito delle celebrazioni “TITIANUS CADORINUS 1576-2026”, il programma promosso dalla Magnifica Comunità di Cadore, dalla Fondazione Centro Studi Tiziano e Cadore e dal Comune di Pieve di Cadore, con il sostegno della DMO Dolomiti Bellunesi.
Tiziano e il legame con Pieve di Cadore
Il rapporto fra Tiziano e la sua terra d’origine è uno dei fili conduttori delle celebrazioni. A Pieve è ancora conservata la Casa Natale di Tiziano, edificio quattrocentesco che testimonia la presenza della famiglia Vecellio nel paese, mentre nella Chiesa Arcidiaconale di Santa Maria Nascente si trova una delle opere più personali legate all’artista: la Madonna col Bambino tra i Santi Tiziano e Andrea.

La piccola pala, datata 1560 circa, è stata sottoposta a indagini e restauro nel 2023 su iniziativa della Fondazione Centro Studi Tiziano e Cadore. Le ricerche hanno portato a riconoscere l’intera esecuzione come opera autografa di Tiziano, senza interventi della bottega.
Il dipinto, probabilmente realizzato nell’anno della morte del fratello Francesco Vecellio, era destinato alla cappella della famiglia Vecellio e fu donato dall’artista alla propria città. La composizione custodisce anche un particolare di grande interesse: Tiziano vi avrebbe inserito un proprio autoritratto, raffigurandosi accanto alla Madonna con un aspetto dimesso e un pastorale in mano. Nei due santi compaiono invece, secondo l’interpretazione proposta dagli studi, i ritratti del fratello Francesco e del figlio Pomponio.

Proprio Pomponio, dopo la morte del padre, sarebbe stato protagonista di una lunga vicenda giudiziaria che portò alla dispersione di parte dei beni del pittore e, successivamente, anche alla vendita della Casa Natale di Pieve di Cadore.
La morte di Tiziano nella Venezia della peste
Il 27 agosto 1576, Tiziano morì nella Venezia colpita dalla peste. La sua fama era tale che, nonostante l’emergenza sanitaria, gli furono concessi funerali solenni nella Basilica di San Marco e la sepoltura nella Basilica dei Frari.
Nel 1852, diversi secoli dopo, venne inaugurato nella stessa basilica il monumentale cenotafio dedicato a Tiziano, realizzato su progetto di Luigi Zandomeneghi e del figlio. Al centro del monumento compare il pittore sotto un arco trionfale, affiancato da due figure allegoriche legate alla sua arte: il Genio alato del Sapere e la Natura Universale.
Il tema della natura e del paesaggio, così importante nella pittura di Tiziano, è al centro anche della mostra “Tiziano e il Paesaggio”, allestita nel Palazzo della Magnifica Comunità di Cadore e aperta fino al 18 ottobre 2026. L’esposizione è curata da Bernard Aikema e Thomas Dalla Costa.

Il 27 agosto tra teatro, ricerca e musica
La giornata dell’anniversario sarà articolata attraverso diversi appuntamenti. Alle 11, presso la Casa di Tiziano detto l’Oratore, sarà presentato il volume La vita di Tiziano di Antonio Chiades, pubblicato da Antiga, con Andrea Simionato e Andrea Bellieni. L’incontro sarà accompagnato da un monologo dell’autore con musiche di Lorenzo Tonon.
Alle 18.30, all’Auditorium Cos.Mo, è invece in programma la prima assoluta di Mentre Venezia muore: l’ultimo voto di Tiziano. La Pietà e la peste del 1576, lettura scenica scritta e interpretata da Matteo Melchiorre, con le azioni musicali di Nelso Salton al contrabbasso e Tommaso Sogne alle percussioni.
L’appuntamento nasce dall’incrocio fra ricerca storica, fonti documentarie, narrazione e teatro e segue gli ultimi giorni del pittore nella Venezia devastata dall’epidemia. Al centro della vicenda è anche la Pietà, una delle opere dell’ultimo Tiziano, dipinta in una fase della sua carriera caratterizzata da una materia pittorica sempre più libera e da una tavolozza dominata da bruni, grigi e neri, interrotti da improvvisi bagliori luminosi.

La giornata si concluderà alle 21, nella Chiesa Arcidiaconale di Santa Maria Nascente, con il “Requiem per Tiziano” eseguito dall’Ensemble Odhecaton diretto da Paolo Da Col.

Durante la giornata, al Palazzo della Magnifica Comunità di Cadore, sarà inoltre attivo dalle 14 alle 19 un servizio filatelico temporaneo di Poste Italiane con un bollo speciale dedicato ai 450 anni dalla morte di Tiziano. Alle 16.30 sarà invece presentato il gelato artigianale “Rosso Tiziano”, ideato dal maestro gelatiere Fausto Bortolot.
Per l’occasione, la mostra Tiziano e il Paesaggio sarà aperta con orario continuato dalle 10 alle 21.
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L’Estate Tizianesca e le celebrazioni del 2026
L’appuntamento del 27 agosto si inserisce in un programma più ampio che accompagna per tutto il 2026 il 450° anniversario della morte di Tiziano. Tra le iniziative figura anche la 22ª edizione dell’Estate Tizianesca, rassegna organizzata dal Centro Studi Tiziano e Cadore, insieme a incontri, attività di studio, itinerari e iniziative dedicate alla storia artistica e culturale del territorio.
A Pieve di Cadore il ricordo dell’artista passa così attraverso le opere ancora conservate nel paese, la sua casa natale, gli studi sulla sua produzione e una serie di appuntamenti che riportano al centro anche il rapporto fra Tiziano, il paesaggio cadorino e la cultura figurativa del Rinascimento veneto.
Info: www.magnificacomunitadicadore.it – tel 0435 32262






