L’introduzione dell’utilizzo del bronzo, 5.000 anni fa circa, rappresentò un evento rivoluzionario per le società del tempo. La scoperta della metallurgia fu infatti foriera non solo di grandi novità tecnologiche, ma anche di cambiamenti radicali sul piano sociale, politico ed economico, innescando un processo di aggregazione di realtà sempre più complesse che sarebbe sfociato nella nascita delle città. I manufatti di bronzo non avevano solo un valore funzionale, ma costituivano anche un elemento che distingueva il rango e il ruolo sociale degli individui, sia in vita che dopo la morte, come dimostra l’usanza di deporli come corredo accanto ai defunti.

Il mondo che nacque intorno al 3.000 a.C. e si sviluppò nei secoli successivi fino al 1000 a.C. circa vide la progressiva costruzione di una rete commerciale a lunga distanza sempre più ampia, che collegava l’Europa al Vicino Oriente e all’Egitto. Una sorta di mondo “globale” dominato da facoltose élite che imposero il loro dominio attraverso il controllo delle vie di comunicazione e delle risorse, e tramite la guerra.

A questo contesto storico così complesso e affascinante è dedicata la mostra la mostra “Place au bronze!” (“E poi arrivò il bronzo!” ), aperta dal febbraio 2024 al Bernisches Historisches Museum di Berna, in Svizzera e prorogata fino al 24 agosto 2025.

La Mano di Bronzo di Prêles: una scoperta eccezionale

Mano di Prêles
La mano in bronzo e gli oggetti rinvenuti insieme ad essa nel 2017 (© Service archéologique du Canton de Berne, Philippe Joner)

Tra i protagonisti della mostra figura la cosiddetta “Mano di Bronzo” di Prêles, riproduzione anatomica di una mano in bronzo. Con i suoi 3500 anni, ad oggi è la più antica d’Europa. Il prezioso reperto, decorato all’altezza del polso da una sottile lamina d’oro, fu rinvenuto da due privati armati di metal detector nell’ottobre del 2017 sopra il lago di Bienne, nel Giura bernese. Fu quindi esposto per la prima volta al pubblico dal 18 settembre al 14 ottobre 2018 presso il NMB Nouveau Musée Bienne.

Mano di Prêles
La mano di bronzo di Prêles (© Service archéologique du Canton de Berne, Philippe Joner)

Oltre alla Mano di Prêles, anche una costola e un pugnale

Insieme alla mano furono rinvenuti anche la lama di un pugnale, anch’essa in bronzo, e una costola umana. La colla vegetale utilizzata per fissare la sottile placca d’oro al polso della mano è stata datata, dagli esami al C14, al 1500-1400 a.C. Lo stesso la lama. La costola sarebbe invece di un centinaio d’anni più recente. Le analisi hanno indicato che reperti di questo genere non hanno eguali né in Svizzera, né in Francia o Germania.

Mano di Prêles
(© Service archéologique du Canton de Berne, Philippe Joner)

Successive campagne di scavo hanno portato alla luce una tomba contenente i resti di un uomo adulto, in parte danneggiati da interventi recenti. Tra gli oggetti recuperati nella sepoltura figurano una fibula in bronzo, un ornamento spiraliforme per capelli e diversi frammenti d’oro, provenienti con tutta probabilità dalla decorazione aurea della mano.

I resti della costruzione in pietra che si trovava sotto la tomba (© Service archéologique du Canton de Berne, Guy Jaquenod).

Al di sotto della sepoltura è stata rinvenuta una più antica costruzione in pietra, sulla quale l’uomo sembra essere stato sepolto intenzionalmente, segno del suo status probabilmente elevato.

Tanti straordinari reperti

In mostra sono presenti anche altri straordinari reperti provenienti da tutta Europa a illustrare come l’impego del bronzo rappresentò un balzo in avanti nella tecnologia, che portò cambiamenti radicali nella società e originò la prima ondata di globalizzazione nella storia. Tra i più significativi spiccano il Disco di Nebra, la più antica raffigurazione celeste conosciuta al mondo, e lo spettacolare Copricapo d’oro di Schifferstadt (Renania Palatinato, XIII secolo a.C. circa), elmo cerimoniale decorato con simboli solari interpretati come un complesso calendario numerico e in grado di collegare chi lo indossava con la sfera del soprannaturale.

Il Disco di Nebra, la più antica raffigurazione celeste conosciuta al mondo (© Museo storico di Berna, Berna. Foto: Stefan Wermuth)
In mostra sono esposti eccezionali oggetti provenienti da tutta Europa. Nella foto: il Cappello d’oro di Schifferstadt con simboli solari, interpretati come un complesso calendario numerico. (© Museo storico di Berna, Berna. Foto: Stefan Wermuth)

L’esposizione, corredata da accurate riproduzioni degli oggetti che possono essere maneggiate dai visitatori, offre momenti di approfondimento, eventi collaterali, laboratori e percorsi didattici per i bambini, pensati per dar loro l’opportunità di esplorare “I segreti dell’età del bronzo”.

Per informazioni sulla mostra: www.bhm.ch

Immagine in apertura: La mano di bronzo di Prêles (© Service archéologique du Canton de Berne, Philippe Joner)

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