Varese – Il Parco Archeologico di Castelseprio, un tempo capoluogo del Seprio e dal 2011 patrimonio mondiale dell’Umanità come parte del sito seriale Unesco “I Longobardi in Italia. I luoghi del potere (568-774 d.C.)”, continua a svelare i suoi segreti. La nona campagna di scavi, focalizzata sulla cosiddetta “casa medievale”, ha portato a una scoperta giudicata dagli archeologi di fondamentale importanza: i resti di un edificio tardoantico. Databile tra il IV e il V secolo d.C., è il più antico di cui si sia rinvenuta traccia nel Parco. E consente di spostare – ora con certezza – le origini dell’intero insediamento a un’epoca in cui l’Impero Romano era ancora in vita, prima dell’arrivo dei Longobardi (568) che lo portarono al massimo splendore.

Fino a questo momento, le indagini archeologiche a Castelseprio avevano restituito testimonianze dell’epoca longobarda, gota e del Basso Medioevo. Mancava invece la prova “concreta” di una fondazione così antica, che pure si sospettava da tempo. E ora è arrivata.

Colmata una lacuna storica
L’edificio appena scoperto colma una lacuna storica. E permette di affermare ora con certezza che l’insediamento di Castelseprio aveva già iniziato a formarsi in piena era romana, epoca a cui peraltro data il basamento della torre di Torba, nella parte bassa del sito (che parrebbe appunto risalire a fine IV- inizi V secolo). La nascita del castrum non fu una conseguenza delle dinamiche medievali, ma affonda le radici nel periodo tardoantico, in una fase storica di grandi cambiamenti e transizioni.

Dai Longobardi al Medioevo, un sito eccezionale
L’importanza eccezionale di Castelseprio era già nota. La città, un tempo dotata di possenti mura, torri, case e chiese, raggiunse l’acme durante il regno longobardo (568-774) e nell’alto Medioevo. È in questo periodo che vennero realizzati i celebri affreschi della chiesa di Santa Maria foris portas, un capolavoro assoluto dell’arte medievale. Il ciclo è attribuito a un pittore venuto dall’Oriente e fu realizzato in un momento storico ancora dibattuto, tra il VI e il X secolo.
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L’intera area del castrum, un tempo un crocevia di culture e commerci, fu distrutta – a eccezione delle chiese – nel 1287 durante le aspre lotte tra le potenti famiglie dei Visconti e dei Della Torre per il controllo di Milano e del suo territorio.

Studio, ricerca e valorizzazione
Questa nuova scoperta, però, arricchisce la storia del sito e offre nuove prospettive di ricerca. «Siamo lieti di annunciare questa fondamentale scoperta, che testimonia come la corretta gestione dei luoghi della cultura non possa prescindere da una preziosa e costante attività di studio e ricerca» ha commentato Rosario Maria Anzalone, Direttore dei musei statali lombardi. Sulla stessa lunghezza d’onda anche Luca Polidoro, attuale Direttore del Parco Archeologico di Castelseprio: «Grazie a questo scavo, saremo in grado di capire qualcosa di più sulle origini di questo straordinario insediamento».
La IX campagna di scavi, che si è conclusa il 25 luglio 2025 , è stata condotta dall’Università Cattolica di Milano in partenariato con la Direzione regionale Musei nazionali Lombardia, la Provincia di Varese e il Comune di Castelseprio, sotto la direzione del professor Marco Sannazaro. Le indagini, finanziate grazie a diversi enti e club Rotary, continueranno nei prossimi mesi per definire una datazione più precisa e un’ipotesi ricostruttiva dell’edificio. Nel frattempo, la Direzione regionale Musei nazionali Lombardia ha già annunciato l’avvio di visite guidate che permetteranno al pubblico di partecipare direttamente ai lavori degli archeologi, un’opportunità unica per assistere in tempo reale alla storia che prende forma.
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