La storia dell’arte non si scrive solo nei grandi centri e nei nomi più celebrati. Lo dimostra il volume L’eco dei grandi maestri. Pittori e botteghe del Seicento in Val Lagarina, che nasce da un progetto di ricerca condiviso tra Accademia Roveretana degli Agiati e Museo Diocesano Tridentino, due istituzioni che per la prima volta uniscono competenze e prospettive per riportare alla luce un patrimonio artistico rimasto a lungo ai margini degli studi.

Curato da Domizio Cattoi, direttore del Museo Diocesano Tridentino, il libro si avvale dei contributi di Carlo Andrea Postinger e Roberto Adami, autori dell’inquadramento storico e delle biografie degli artisti. Il risultato è un’indagine solida e approfondita, capace di intrecciare ricerca archivistica, lettura delle opere e ricostruzione del contesto sociale e devozionale della Val Lagarina nel XVII secolo.
Una pittura “minore” che racconta le comunità
Al centro dello studio si colloca quella che per lungo tempo è stata definita, con una formula riduttiva, pittura minore: pale d’altare, immagini devozionali e cicli figurativi conservati in chiese, oratori e spazi periferici, spesso esclusi dalle grandi narrazioni della storia dell’arte.
Attraverso un lavoro sistematico sugli archivi e sulla banca dati dell’Inventario dei beni storico-artistici dell’Arcidiocesi di Trento, il volume dimostra come queste opere siano in realtà documenti preziosi della vita religiosa, sociale e identitaria delle comunità locali. La pittura diventa così una chiave per leggere l’evoluzione del paesaggio culturale lagarino, restituendo voce a territori e committenze rimasti sullo sfondo.
Botteghe, stampe e modelli: il Seicento visto dalla valle
Il cuore dell’indagine ruota attorno a tre figure emblematiche: Giovanni Battista Comenduni, Nicolò Pedrotti e Abraham Stolz. Le loro vicende permettono di ricostruire il funzionamento delle botteghe, il peso delle reti di committenza e il ruolo decisivo della circolazione delle stampe come veicolo di modelli figurativi.

Ne emerge un Seicento tutt’altro che isolato, in cui artisti considerati “minori” dialogano con le grandi correnti dell’arte europea, rielaborando invenzioni celebri secondo le esigenze devozionali locali e le prescrizioni post-tridentine. Un processo di adattamento che rivela una sorprendente vitalità creativa.
Giovanna Maria della Croce: mistica e immagine
Una figura attraversa e tiene insieme il racconto artistico e spirituale del volume: Giovanna Maria della Croce, al secolo Bernardina Floriani, mistica roveretana e protagonista della religiosità locale. Figlia del pittore Giuseppe Floriani, cugina di Comenduni e attiva negli anni di massima affermazione di Pedrotti, la Floriani diventa il fulcro di una rete di relazioni biografiche e iconografiche.
Poco prima della morte, Abraham Stolz, giunto da Praga, ne realizzò diverse “vere effigi”, destinate a consolidarne la memoria in vista di una possibile canonizzazione. In lei convergono devozione, immagine e strategia visiva, offrendo una chiave di lettura privilegiata per comprendere il rapporto tra arte e spiritualità nella Val Lagarina del Seicento.

Un patrimonio fragile da riscoprire
Il volume invita a riflettere sul valore di un patrimonio fragile, spesso minacciato dalle trasformazioni del territorio e dalla perdita di memoria. Attraverso uno sguardo che unisce geografia artistica e sociologia dell’arte, il libro dimostra come anche opere poco note possano raccontare storie fondamentali per la consapevolezza culturale delle comunità.
Non una semplice ricognizione locale, ma un contributo che si inserisce nel dibattito più ampio sul ruolo dei contesti periferici nella costruzione della storia dell’arte italiana.
La presentazione a Borgo Sacco
La presentazione ufficiale del volume si terrà mercoledì 10 dicembre 2025 alle ore 20.30 nella chiesa di San Giovanni Battista a Borgo Sacco (Rovereto), un luogo emblematico che conserva il principale nucleo di opere di Gasparantonio Baroni e, nella cappella dell’Annunziata, un importante ciclo affrescato di Giovanni Battista Comenduni.
Interverranno Patricia Salomoni, presidente dell’Accademia degli Agiati, Luca Gabrielli, direttore dell’Ufficio Beni storico-artistici della Provincia autonoma di Trento, e gli autori del volume.
Per informazioni: www.museodiocesanotridentino.it





