ANTEPRIME / Ravenna si specchia nel suo splendore antico: inaugura “Classis”, il nuovo Museo della Città

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RAVENNA, 28 novembre 2018 – [di Elena Percivaldi] Ci siamo: ormai mancano pochi giorni all’apertura al pubblico   di “Classis Ravenna”, il nuovo Museo della Città e del Territorio  che sarà ospitato nell’area dell’ex Zuccherificio di Classe, l’antico porto di Ravenna. Un Museo che, annuncia Fondazione RavennAntica, “sarà il punto culturale di riferimento per chiunque voglia conoscere compiutamente la storia di Ravenna, dai primi insediamenti alla civiltà etrusca, poi al ruolo importante della città in epoca romana quindi a Ravenna Capitale dell’Esarcato Bizantino”.  L’inaugurazione ufficiale avverrà il primo dicembre: noi  però saremo già presenti all’anteprima riservata che si svolgerà il 30 novembre e daremo puntuale resoconto con un ampio servizio e foto nei giorni immediatamente seguenti. 

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Veduta dell’esterno del Museo

Di carne al fuoco, in effetti, ce n’è tanta: su 2.600 metri quadrati. sarà sviluppato un percorso che, attraverso oltre 600 reperti, ripercorrerà la lunga e gloriosa storia di Ravenna dalla preistoria all’antichità romana, dalle fasi gota e bizantina all’alto Medio Evo.  Tutto intorno, un’oasi verde di 15.0000 mq e collegamenti da e per i principali monumenti della città. “Da qui, si possono facilmente raggiungere altri gioielli ravennati. Innanzitutto la contigua Basilica di Sant’Apollinare, ma anche l’Antico Porto, gli scavi di San Severo e tutta la zona ambientale a sud di Classe, dalla pineta all’Ortazzo e l’Ortazzino oggetto – anticipa il sindaco  Michele de Pascale – di un progetto di riqualificazione, così come sta avvenendo per la stazione ferroviaria cresciuta a servizio dell’ex Zuccherificio”..

ATTENZIONE ALLA DIDATTICA – Un Museo che si annuncia molto interessante anche per l’attenzione particolare riservata alla didattica e alla divulgazione, in linea con quanto avviene in tutte le strutture, europee e non, all’avanguardia.  “Classis Ravenna – sottolinea l’Assessora alla Cultura, Elsa Signorino – non sarà un semplice “contenitore di materiali”, ma sarà anche un attivo centro di ricerca e formazione di altissimo profilo. Qui ampi laboratori per lo studio e per il restauro consentiranno a docenti e studenti dell’Università di svolgere le loro attività nell’ambito dei loro percorsi formativi e di ricerca. Il nuovo museo permetterà la conoscenza e la valorizzazione dell’intero patrimonio storico archeologico del territorio attraverso un percorso espositivo innovativo, affascinante e rigoroso capace di coinvolgere e di emozionare i visitatori. Come tutti i musei contemporanei svilupperà una molteplicità di funzioni: attività espositiva, di studio e ricerca, laboratori didattici, laboratori di inclusione digitale per la sperimentazione di start-up innovative. Il tutto con una forte vocazione al territorio”.

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Alcuni dei reperti che saranno esposti nelle sale

I numeri, del resto, sono imponenti: l’investimento che il Comune di Ravenna, con il Mibact, la Regione Emilia-Romagna e l’Unione Europea hanno messo in campo, con l’apporto determinante della Fondazione Cassa di Risparmio di Ravenna, per il recupero e la nuova destinazione del complesso di Classe, supera i 22 milioni di Euro. La progettazione del nuovo “Classis Ravenna” è stata affidata all’architetto Andrea Mandara che ha operato al servizio di un comitato scientifico di assoluto prestigio, coordinato dal professor Andrea Carandini.

ARCHEOLOGIA INDUSTRIALE – Di certo, già meritevole di per sé è il recupero di un’area abbandonata che ormai era assurta a simbolo stesso del degrado. All’inizio del Novecento l’Ex Zuccherificio impiegava 600 operai che trasformavano tonnellate di barbabietole in montagne di zucchero poi commerciate in tutta Italia e in Europa; dalla chiusura, avvenuta nel 1982,  era diventato ricettacolo di sbandati, insomma un enorme problema per la città. Ora, dopo un percorso iniziato negli anni ’90,  arriva finalmente il Museo, che rappresenta uno dei più importanti interventi di recupero di archeologia industriale volto alla realizzazione di un contenitore culturale. E  insieme all’Antico Porto di Classe (inaugurato nel 2015) e alla Basilica di Sant’Apollinare in Classe, andrà a costituire il Parco Archeologico di Classe che sarà completato, in futuro, con la musealizzazione della Basilica di San Severo.

Seguiteci nei prossimi giorni per il resoconto completo dell’inaugurazione.

[di Elena Percivaldi – Testi e immagini protetti da copyright. Vietata la riproduzione non autorizzata]

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