EVENTI / La storia degli scacchi in mostra a Marostica

L’esposizione approfondisce, attraverso una serie di rari manoscritti e opere a stampa, la storia del gioco rievocato a Marostica (Vicenza) nella spettacolare Partita a Scacchi Viventi. Tra i tesori, il “Liber super ludo scachorum” (1493) di Jacopo da Cessole.

di Redazione

Mentre i 650 figuranti che daranno vita a Marostica (Vicenza), dal 9 all’11 settembre 2022, alla celebre Partita a Scacchi Viventi stanno provando costumi, movimenti, coreografie e strategie, la Pro Marostica – organizzatrice della popolare disfida – invita ad approfondire la storia della nobile arte degli scacchi. Lo fa proponendo, dal 6 agosto al 18 settembre, nelle Sale del Castello Inferiore la preziosa mostra “La battaglia dei due Re con finte schiere. La storia degli scacchi tra XIII e XVIII secolo nei libri della Biblioteca Bertoliana”.

Karl Gottlieb von Windisch, Lettres de m. Charkes Gottlieb de Windisch sur le joueur d’echecs de m. de Kempelen … accompagnee de trois gravures en taille-douce qui representant ce fameux Automate & publiée par Chrétien de Mechel A Basle, chez l’Editeur, 1783

Come indica il sottotitolo, la mostra attinge ai tesori della Biblioteca Bertoliana di Vicenza, che, attiva sin dal Settecento, è la più importante del territorio vicentino e tra le più importanti biblioteche storiche italiane. La Bertoliana, tra i suoi tanti tesori, accoglie una rara collezione di letteratura scacchistica universale: opere manoscritte e a stampa datate tra il XIII e il XIX secolo, spesso arricchite da disegni e incisioni.
A guidare tra i contenuti della sezione della Biblioteca riservata al gioco degli scacchi, è un manoscritto di piccolissime dimensioni, redatto nell’Ottocento dai bibliotecari Ignazio Savi e Andrea Capparozzo, contenente il censimento bibliografico dei libri sul gioco degli scacchi all’epoca patrimonio della Biblioteca vicentina. Quell’inventario è stato in seguito ampliato a livello di bibliografia specialistica.

Jacobus de Cessolis, Libro di giuocho di scacchi intitolato de costumi deglhuomini [!] & degli offitii de nobili (Impresso in Firenze, per maestro Antonio Miscomini, 1493. Adi primo di marzo)

Tra i tesori, il “Liber … super ludo scachorum” (1493) di Jacopo da Cessole, con straordinarie illustrazioni e il “manuale” per “imparare giocare a scachi et de le partite” di Pedro Damiano da Odemira (1512), “Il gioco de gli scacchi” (1584) di Ruy Lopez de Segura, o il trattato “Scacchia ludus” (1527) di Girolamo Vida o, ancora “Il gioco de gli scachi” (1617) di Pietro Carrera, o l’ “Analyse du jeu des echecs” (1749) di François-André Danican Philidor. Affascina, nelle “Lettres … accompagnee de trois gravures … qui representant ce fameux Automate “ (1783), le immagini del celeberrimo Automa che gioca a scacchi. Opere rare, spesso impreziosite da notevoli tavole illustrative delle diverse fasi del ludus.

Pedro Damiano da Odemira, Libro da imparare giocare a scachi: et de belitissimi partiti: reuisti, & recorretti. Con somma diligentia emendati, da molti famosissimi giocatori. In lingua spagnola, & taliana. [Dopo il 1524]

Tra i tanti gioielli esposti, accanto ai trattati scacchistici che hanno segnato la storia del gioco in Europa, va segnalata la splendida miniatura che decora la Bibbia del copista Cambius Vicentinus. La piccola scena miniata rappresenta un chierico e un laico che, seduti, giocano a scacchi: si tratta di una delle prime rappresentazioni di partita a scacchi ad oggi nota, realizzata in Francia nel terzo quarto del XIII secolo, negli anni in cui il pio re Luigi IX vietava il gioco degli scacchi.

Cambius de Vicentia, copista Biblia sacra 1250-1275 circa, manoscritto membranaceo

Simone Bucco, presidente dell’Associazione Pro Marostica, sottolinea che “la celebrazione degli scacchi nelle loro diverse forme è sempre l’occasione per ricordare la nostra manifestazione più famosa, nata da un libretto teatrale del vulcanico Mirco Vucetich e in programma negli anni pari sull’amata scacchiera posta a pavimentazione della piazza. La mostra ha il merito anche di valorizzare lo straordinario patrimonio scacchistico conservato dall’Associazione Pro Marostica, da sempre impegnata nell’organizzazione e nella promozione della celebre rievocazione storica, che mette in scena con pezzi grandi et vivi una sfida unica ed emozionante.”

La mostra è curata da Laura Sbicego e realizzata in collaborazione con il Comune di Marostica, l’Associazione Pro Marostica, il Circolo scacchistico “Città di Marostica”, A.S.D. Scacchi Berici, Fondazione Benetton Studi Ricerche e con lo storico degli scacchi Diego D’Elia.

LA BATTAGLIA DI DUE RE CON FINTE SCHIERE. La storia degli scacchi tra XIII e XVIII secolo nei libri della Biblioteca Bertoliana.
Marostica (Vi), Castello Inferiore
6 agosto – 18 settembre 2022
Info e prenotazioni: www.marosticascacchi.it.


PER APPROFONDIRE

La celebre Partita a Scacchi Viventi e i castelli di Marostica sono tra i protagonisti del libro “35 Castelli imperdibili del Veneto” di Elena Percivaldi e Mario Galloni, pubblicato dalle Edizioni del Capricorno. Per acquistare il volume, clicca QUI.

I castelli in Veneto sono una presenza tutt’altro che trascurabile, anche se un po’ meno appariscente rispetto alle celeberrime città d’arte. Eppure tra le loro mura si sono scritti capitoli cruciali della storia d’Italia e d’Europa. Situati in posizione strategica tra i valichi, i laghi, la pianura e l’Adriatico, molti sorsero tra tarda antichità e alto Medioevo a presidio delle vie di comunicazione e come baluardo contro scorrerie e invasioni e dopo il Mille divennero appannaggio delle agguerrite casate nobiliari che si contendevano il dominio sul territorio. Dopo aver raggiunto il massimo splendore tra Duecento e Trecento, i castelli abbandonarono progressivamente, complice l’imporsi definitivo della Serenissima sulla terraferma, l’austera veste di manieri per indossare quella lussuosa di dimore patrizie, avviandosi verso una languida decadenza fino al recupero odierno. In queste pagine cerchiamo di raccontarne l’affascinante epopea insieme alle imprese, ora truci ora sublimi, delle grandi dinastie – dai Carraresi agli Estensi, dagli Scaligeri di Mastino e Cangrande ai da Romano del titanico e controverso Ezzelino III – che vi hanno vissuto, plasmandone in modo indelebile la memoria.

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