Mentre Aosta, il capoluogo della regione più alta d’Italia, celebra con eventi e mostre il 2050º anniversario della sua fondazione romana (qui il calendario completo), vale la pena volgere lo sguardo a ciò che esisteva prima. Quando, nel 25 a.C., i Romani fondarono Augusta Praetoria, la Valle non era un vuoto da colonizzare, bensì un territorio abitato, organizzato e difeso con ostinazione dal popolo dei Salassi.

Un popolo celtico di montagna, che resistette alla potenza di Roma per oltre un secolo, sfruttando le montagne come fortezze naturali e realizzando insediamenti mimetizzati tra le vette, oggi ancora parzialmente visibili a chi osa salire in quota. Un’archeologia invisibile, quella dei Salassi, che si rivela solo a chi lascia il fondovalle romanizzato e affronta sentieri d’altura.

Aosta teatro romano
VALLE D’AOSTA – Teatro Romano Aosta (foto Enrico Romanzi)

Il villaggio dei Salassi sul Monte Tantané

Uno dei luoghi più affascinanti per riscoprire la presenza dei Salassi è il villaggio protostorico del Monte Tantané, sopra La Magdeleine. Situato a oltre 2400 metri d’altezza, il sito – conosciuto come Le Reparé du Tantané – ha restituito decine di capanne in muratura a secco, utensili in pietra ollare, bronzo e ferro, e perfino monete celtiche.

I ritrovamenti di semi di cereali e legumi suggeriscono una sorprendente capacità agricola d’alta quota, mentre la posizione strategica del villaggio – con vista sul Cervino – ne conferma l’importanza difensiva. Il sito è raggiungibile con un percorso ad anello da Artaz, immerso in panorami mozzafiato.

Dati tecnici del percorso:

Prima dei Salassi: tra cromlech e megaliti

Se i Salassi sono difficili da individuare, le tracce ancora precedenti sono immerse nel mistero. Tra le più suggestive, il Cromlech del Piccolo San Bernardo, a 2188 m di quota, una sorta di Stonehenge alpina composta da 46 pietre disposte a cerchio. La sua origine è oscura, ma alcune teorie ne fanno un osservatorio astronomico, progettato per illuminarsi al tramonto del solstizio d’estate.

Aosta cromlech
VALLE D’AOSTA – Cromlech Piccolo San Bernardo (foto Enrico Romanzi)

Il sito, sacro ai Salassi, fu successivamente rispettato anche dai Romani e dai cristiani durante il Medioevo. Oggi offre un’esperienza unica, dove il paesaggio naturale si fonde con un passato avvolto nel silenzio e nelle stelle.

L’Area megalitica di Aosta: un museo nel tempo

A fondovalle, il sito più imponente della preistoria valdostana è senza dubbio l’Area megalitica di Aosta, uno dei più importanti complessi archeologici coperti d’Europa. Scoperta nel 1969, l’area racconta grazie al Mega Museo oltre 6000 anni di storia sacra e sepolcrale, con reperti che spaziano dal Neolitico all’epoca romana.

Aosta area megalitica
VALLE D’AOSTA – Area megalitica Aosta (foto Enrico Romanzi)

Dalla vicina chiesetta romanica di San Martino, si scende a ritroso giungendo fino alle testimonianze preistoriche con la straordinaria aratura propiziatoria datata alla fine del V millennio a.C., per arrivare alle stele antropomorfe dell’Età del Rame, e continuare con i dolmen funerari dell’Età del Bronzo per approdare, quindi, al grande tumulo funerario dell’Età del Ferro (I millennio a.C.) con il suo piano di calpestio originale.

Aosta area megalitica
VALLE D’AOSTA – Area megalitica Aosta (foto Enrico Romanzi)

La successiva epoca romana è illustrata da oltre 700 reperti che raccontano di un vivace suburbio di campagna con una fattoria, la strada e, ai suoi lati, un’estesa necropoli da cui provengono corredi ricchi e significativi come, ad esempio, quello della cosiddetta Tomba dello Scriba. Il tutto racchiuso in un affascinante percorso museale che conduce a ritroso nei millenni.

Una Valle tutta da riscoprire

Il 2050° anniversario di Aosta è l’occasione perfetta per celebrare non solo la grandezza dell’epoca romana, ma anche per riscoprire le radici profonde della Valle d’Aosta, celate tra le sue vette e nei suoi suoli più antichi.

Salassi, culti ancestrali, architetture mimetiche: le archeologie invisibili della regione ci insegnano che la storia non è fatta solo di pietre imponenti, ma anche di tracce silenziose, che aspettano solo di essere percorse. A piedi, lentamente, con lo sguardo rivolto al cielo… o al passato.


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