L’eccezionale ritrovamento getta nuova luce sul ruolo della città in età ellenistica

Un piccolo ma prezioso tesoro è riemerso dagli scavi nel Parco Nazionale della Città di David a Gerusalemme: una moneta d’oro di 2.200 anni fa, raffigurante la regina Berenice II d’Egitto (246–222 a.C.), moglie di Tolomeo III. La moneta, rinvenuta nello scavo del Givati Parking Lot, è in oro puro al 99,3%. E secondo gli archeologi dell’IAA, l’Autorità per le Antichità d’Israele, è di importanza straordinaria: al momento ne sono noti solo una ventina di esemplari, ma questa è la prima moneta di Berenice mai scoperta in uno scavo archeologico controllato e condotto con criteri scientifici.

Una regina sul conio

Il dritto della moneta presenta il ritratto di Berenice II raffigurata con diadema, velo e collana, secondo i dettami della moda ellenistica. Sul rovescio campeggia una cornucopia, simbolo di fertilità e prosperità, affiancata da due stelle. L’iscrizione greca recita “Basilissēs” (“della Regina”), una formula molto rara che conferisce a Berenice un ruolo politico da protagonista, presentandola non più soltanto come consorte di un sovrano. Il dettaglio dimostrerebbe il prestigio e l’autorità che la regina seppe guadagnarsi ed esercitare, in un’epoca in cui le donne comparivano di rado sulla monetazione ufficiale.

Panorama del Parco Nazionale della Città di David a Gerusalemme, con segnale che indica l'area archeologica e costruzioni circostanti.
Scavi nel parcheggiodove è stata scoperta la moneta. Foto: Asaf Peri, Città di David.

Un donativo ai soldati?

Secondo Robert Kool e Haim Gitler, esperti di numismatica dell’Autorità per le Antichità d’Israele e del Museo di Israele, la moneta fu probabilmente coniata ad Alessandria e destinata come donativo ai soldati al termine della Terza guerra siriaca, combattuta tra il regno tolemaico d’Egitto e i Seleucidi di Siria. La presenza di un simile oggetto a Gerusalemme indica che la città, allora sotto il controllo tolemaico, intratteneva una rete di rapporti economici e politici molto più rilevanti di quanto ritenuto finora.

Moneta d'oro antica di Berenice II d'Egitto, con diadema e collana, su sfondo nero.
La rara moneta con il ritratto della regina Berenice II. Foto Eliyahu Yanai, Città di Davide.

Per decenni, gli studiosi hanno ritenuto che Gerusalemme, dopo la distruzione del Primo Tempio (586 a.C.), fosse un centro marginale e impoverito. Il rinvenimento di questa moneta – insieme ad altri oggetti preziosi come diversi gioielli d’oro trovati nello stesso scavo – suggerisce invece che la città stesse già vivendo una fase di rinascita economica e culturale nel III secolo a.C., costruendo e consolidando legami commerciali con i grandi poli ellenistici del Mediterraneo.

Moneta d'oro antica con ritratto di Berenice II d'Egitto, raffigurante una cornucopia e iscrizioni greche.
Il rovescio della moneta raffigura la cornucopia, simbolo di prosperità e fertilità. Su entrambi i lati, due stelle e, attorno, l’iscrizione della regina Berenice. Foto Eliyahu Yanai, Città di Davide.

Una scoperta carica di emozione

A scoprire la moneta è stata Rivka Langler, giovane archeologa impegnata nello scavo, mentre setacciava il terreno. “Ho visto qualcosa brillare – racconta – e non potevo credere ai miei occhi. Dopo due anni di lavoro sul sito, finalmente ho trovato il mio primo pezzo d’oro!”.

Il Ministro del Patrimonio Amihai Eliyahu ha sottolineato il valore del ritrovamento: “Questo piccolo oggetto porta con sé un significato immenso per la comprensione della storia di Gerusalemme. Ogni scoperta nella Città di David aggiunge un tassello alla ricostruzione delle vicende della capitale d’Israele, dal regno di Giuda al periodo ellenistico”.

La moneta sarà esposta al pubblico per la prima volta a settembre, in occasione della 26ª Conferenza annuale di ricerca della Città di David.

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Foto in apertura: La rara moneta d’oro. Foto Eliyahu Yanai, Città di Davide.

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