Quando si parla di Palazzo Madama, l’immaginario collettivo corre subito alle Madame Reali e alla scenografica facciata barocca progettata da Filippo Juvarra. Eppure, sotto e dietro quell’immagine celebre, si nasconde una storia molto più antica, stratificata e sorprendente. Una storia che affonda le sue radici nell’urbanistica romana di Augusta Taurinorum e che attraversa senza soluzione di continuità tarda antichità e medioevo.

Dal 20 dicembre 2025 al 23 marzo 2026, la mostra Il castello ritrovato. Palazzo Madama dall’età romana al medioevo riporta al centro dell’attenzione questa lunga fase “invisibile” del monumento, restituendone forma, funzioni e significati.

Dalla Porta Decumana al castrum medievale

Un nodo urbano romano riutilizzato nel tempo

Il sito di Palazzo Madama coincide con uno dei punti nevralgici della Torino romana: la Porta Decumana, accesso occidentale della colonia. Di questa monumentale struttura difensiva restano evidenze murarie, livelli pavimentali e tracce di riusi, oggi integrate nel percorso espositivo.

Un pettine in avorio decorato con figure umane e elementi vegetali, rappresentante scene di vita quotidiana, risalente all'epoca medievale.
Pettine con scene galanti
Italia settentrionale, 1360-1380 circa
Avorio intagliato, dipinto e dorato
Palazzo Madama – Museo Civico d’Arte Antica, Torino
Scatola decorativa in avorio con rilievi dettagliati, rappresentante scene storiche e figure, appoggiata su uno sfondo grigio.
Cofanetto con gli apostoli, l’Annunciazione, l’Adorazione dei Magi, Noli me tangere e Incoronazione della Vergine
Fiandre, 1450-75
Legno, osso intagliato e dipinto, corno
Palazzo Madama – Museo Civico d’Arte Antica, Torino
Un piatto medievale decorato con motivi ornamentali e un'immagine centrale che rappresenta un animale, con iscrizioni in blu attorno al bordo.
Scodella. Manises (Spagna), XV secolo
Maiolica a lustro
Palazzo Madama – Museo Civico d’Arte Antica, Torino

Con la crisi dell’impianto urbano romano e la progressiva trasformazione della città tra IV e VI secolo, l’area mantiene una funzione strategica, evolvendo in fortificazione tardoantica e poi in complesso difensivo medievale, noto nelle fonti come castrum di Porta Fibellona, residenza dei principi di Savoia-Acaia.

Sigillo equestre di Ludovico d’Acaia
Originariamente legato a documento del 12 giugno 1417
Torino, Archivio di Stato, Corte, Paesi, Provincia di Pinerolo, m. 7, Cavour, n. 8 (calco)

Ricostruire un castello che non esiste più

Archeologia dell’architettura e fonti d’archivio

Il cuore scientifico della mostra risiede in un ampio lavoro interdisciplinare che combina archeologia dell’edificio, analisi stratigrafica delle murature, studio delle fonti quattrocentesche e tecnologie di ricostruzione digitale.

Capitello a stampella . XI secolo e precedenti. Marmo pentelico (?) Da Palazzo Madama, e prima probabilmente da San Salvatore di Torino Deposito SABAB-TO, 2013. Palazzo Madama – Museo Civico d’Arte Antica, Torino

Inventari in latino e francese conservati presso l’Archivio di Stato di Torino sono stati incrociati con i dati materiali ancora leggibili nelle strutture del palazzo. Ne emerge un castello complesso, articolato in spazi residenziali, di rappresentanza, di servizio e di difesa, abitato non solo dal principe di Savoia-Acaia, ma da un’intera comunità di corte.

Cofanetto nuziale
Parigi, 1350 circa; con rimaneggiamenti posteriori: fine XV-inizio XVI secolo (maniglia, contrafforti angolari e piedini), XIX secolo (serratura)
Bronzo, rame dorato, legno; cuoio sbalzato, impresso, intagliato, punzonato, dipinto e dorato.
Palazzo Madama – Museo Civico d’Arte Antica, Torino

La Corte Medievale come spazio narrativo

Allestimento e ricostruzioni immersive

La Corte Medievale è stata ripensata come vero e proprio dispositivo interpretativo. Una ricostruzione scenografica del porticato trecentesco occidentale e la valorizzazione dell’area connessa alla porta romana consentono di leggere in elevato ciò che solitamente resta confinato ai livelli di fondazione.

Valva di custodia per specchio con due scene galanti. Parigi, 1340-1350 circa
Avorio intagliato
Palazzo Madama – Museo Civico d’Arte Antica, Torino

Dodici postazioni tematiche guidano il visitatore tra tecniche costruttive, pratiche devozionali, arte di corte, alimentazione, lusso e vita quotidiana, mentre video immersivi permettono di esplorare ambienti oggi irriconoscibili: la grande sala, la cucina, la camera del principe.

Ricostruzione digitale di un cortile medievale con carri, cani e figure umane, che mostra attività quotidiane e architettura dell'epoca.
Video3D
Ricostruzione Corte Medievale
Courtesy Arianna Carannante, Saverio Rizzi, Francesco Sala

Reperti, opere e cultura materiale

Accanto alle ricostruzioni digitali, un ruolo centrale è affidato agli oggetti. Dai raffinati esempi di oreficeria ostrogota del Tesoro di Desana – ben 51 manufatti in oro, argento e pietre preziose databili tra il IV e il VI secolo d.C.,
scoperti all’inizio del Novecento in un campo tra Desana e Trino (Vercelli), dove sorgeva in età tardoantica una villa con vasto latifondo e forse occultati durante la guerra greco-gotica – al celebre Trittico degli Embriachi, dal prezioso Libro d’ore Deloche del Maestro del Principe di Piemonte ai reperti di uso quotidiano provenienti dagli scavi, il percorso restituisce la dimensione concreta dell’abitare medievale, fatta di gesti, rituali e relazioni sociali.

Un progetto che guarda al futuro

Alla chiusura della mostra, i contenuti digitali confluiranno nel percorso permanente del museo, mentre due pubblicazioni scientifiche renderanno disponibili i risultati della ricerca. Il castello ritrovato non è solo un’esposizione, ma un modello di ricerca applicata al patrimonio, capace di restituire profondità storica a uno dei luoghi simbolo di Torino.

ℹ️ INFORMAZIONI UTILI

Il Castello ritrovato. Palazzo Madama dall’età romana al Medioevo
📍 Torino, Palazzo Madama – Museo Civico d’Arte Antica
📅 20 dicembre 2025 – 23 marzo 2026
🌐 Info: www.palazzomadamatorino.it

Immagine in apertura: Alfredo d’Andrade, Torino – Palazzo Madama, appunti, 1884 – 1890. Matita, penna e acquerello. GAM – Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea, Torino. Gabinetto Disegni e Stampe, fondo Alfredo d’Andrade

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