Una vasta area funeraria romana, con tombe monumentali decorate e sepolture ben conservate: l’ultima dimora di un gruppo familiare di 13 persone vissute a cavallo dell’era cristiana. E’ questa l’ultima, spettacolare scoperta effettuata lungo la Via Ostiense, nella zona di San Paolo fuori le Mura, dove sono in corso gli scavi di archeologia preventiva in vista della costruzione di un nuovo studentato.

Vista aerea di un sito archeologico in fase di scavo, con terre scavate e paleontologi al lavoro.
Foto: ©Soprintendenza Speciale Roma.

A circa un metro di profondità gli archeologi hanno individuato strutture funerarie appartenenti alla grande necropoli che si sviluppava fuori dalle mura di Roma, lungo una delle principali arterie stradali della città antica.

Scavi archeologici in un cantiere con macchinari e operai, circondati da edifici residenziali.
Foto: ©Soprintendenza Speciale Roma.

Il contesto fa parte della cosiddetta “Necropoli Ostiense“, attiva tra la tarda età repubblicana e il tardo impero, di cui oggi sono visibili importanti settori archeologici come il Sepolcreto Ostiense e la Rupe di San Paolo.

La scoperta è avvenuta durante le indagini condotte dal Ministero della Cultura attraverso la Soprintendenza Speciale Archeologia Belle Arti e Paesaggio di Roma.

Un complesso di edifici funerari monumentali

Lo scavo, diretto dall’archeologa Diletta Menghinello, ha rivelato un nucleo di cinque edifici funerari di età imperiale disposti lungo un asse orientato nord-est / sud-ovest.

Scavi archeologici con resti di strutture in terra e pietra.
Foto: ©Soprintendenza Speciale Roma.

Le strutture presentano caratteristiche architettoniche ben riconoscibili: pianta quadrangolare, copertura a volta, murature in laterizio e ambienti sepolcrali interni articolati

Davanti ai cinque edifici principali sono state individuate due strutture minori, probabilmente funzionali all’accesso o a pratiche rituali.

Un sesto edificio funerario, orientato perpendicolarmente rispetto agli altri, insieme ai resti di ulteriori ambienti, suggerisce che l’intero complesso fosse organizzato attorno a un cortile centrale, configurando un piccolo complesso funerario familiare o collegiale.

Un archeologo scava due scheletri in un sito di scavo, con utensili e secchi accanto a lui.
Foto: ©Soprintendenza Speciale Roma.

Colombari decorati: nicchie per urne cinerarie

Gli edifici sepolcrali sembrano appartenere alla tipologia dei colombari, una forma di tomba collettiva diffusa soprattutto tra il I secolo a.C. e il II secolo d.C.

Il termine deriva dal latino columbarium, letteralmente “colombaia”, perché le pareti interne presentano numerose nicchie sovrapposte, destinate a ospitare urne cinerarie contenenti le ceneri dei defunti dopo la cremazione.

Nonostante lo scavo sia ancora in fase iniziale, le camere funerarie mostrano già un apparato decorativo sorprendentemente ricco.

Un'area interna con un arco in mattoni e una superficie decorata in rovina.
Foto: ©Soprintendenza Speciale Roma.

Tra gli elementi individuati figurano intonaci affrescati con fasce cromatiche e motivi vegetali, decorazioni in stucco, edicole decorative e figure legate alla simbologia funeraria romana

Resti di affreschi antichi su una parete di pietra, parzialmente coperti da detriti.
Foto: ©Soprintendenza Speciale Roma.

Tra queste compaiono rappresentazioni di oranti – figure con le braccia sollevate in gesto di preghiera – e Vittorie alate, simboli del trionfo sulla morte e dell’immortalità dell’anima.

Un uomo tiene in mano un frammento di scultura raffigurante un volto umano, con dettagli visibili, su un fondo di terreno e pietre.
Foto: ©Soprintendenza Speciale Roma.

Con il proseguire delle indagini gli archeologi sperano di recuperare ulteriori elementi, in particolare epigrafi funerarie, corredi sepolcrali e pavimentazioni decorative, che potranno fornire informazioni preziose sull’identità sociale dei defunti.

Lastre di marmo con incisioni che rappresentano figure umane e serpentiformi, rinvenute in un sito archeologico.
Foto: ©Soprintendenza Speciale Roma.

Un’aula absidata e ambienti con mosaici

L’indagine archeologica ha portato alla luce anche altre strutture, collocate più vicino all’antico tracciato stradale e a profondità maggiori. Tra queste spiccano un’aula absidata e un grande ambiente in laterizio con resti di pavimento musivo.

Rovine di un pavimento mosaico su un terreno accidentato.
Foto: ©Soprintendenza Speciale Roma.

La funzione di questi spazi non è ancora chiara. Potrebbe trattarsi di ambienti destinati a rituali funerari, a banchetti commemorativi oppure al culto dei defunti, tutte pratiche ampiamente documentate in numerosi contesti funerari romani.

Solo il proseguimento dello scavo permetterà di comprendere con precisione il ruolo di questi edifici all’interno del complesso.

Scavando nel terreno, si notano strutture antiche con lastre di mosaico rovinato, visibili tra la terra e i resti di mattoni.
Foto: ©Soprintendenza Speciale Roma.

Una necropoli che cambia nel tempo: le sepolture tardoantiche

Il sito però testimonia anche una seconda fase di utilizzo funerario. Dietro il settore monumentale di età imperiale, separato da un lungo muro costruito con blocchetti di tufo, è stata individuata una necropoli più modesta di età tardo-antica.

Scavi archeologici con diverse strutture visibili e tre persone che camminano sul terreno.
Foto: ©Soprintendenza Speciale Roma.

Questa fase più tarda presenta caratteristiche differenti, con sepolture più semplici e scarsi oggetti di corredo. Il cambiamento riflette le trasformazioni sociali e culturali in atto tra il III e il V secolo d.C. per effetto della diffusione del cristianesimo.

La Necropoli Ostiense: uno dei più grandi cimiteri dell’antica Roma

La nuova scoperta arricchisce la conoscenza della Necropoli della via Ostiense, una delle più vaste aree funerarie dell’antica Roma. Come noto, le leggi romane vietavano le sepolture all’interno della città. Per questo tombe e monumenti funerari si allineavano lungo le strade in uscita dall’Urbe, creando veri e propri paesaggi funerari monumentali ancora oggi, come nel caso ad esempio della via Appia, ben percepibili.

Rovine di un antico manufatto in un'area di scavo, con terreno circostante visibile.
Foto: ©Soprintendenza Speciale Roma.

Nel caso della via Ostiense, l’area sepolcrale fu frequentata per diversi secoli, accompagnando l’espansione urbana e la crescita demografica della capitale dell’impero.

Archeologia preventiva: quando i cantieri diventano occasioni di scoperta

Il rinvenimento dimostra ancora una volta l’importanza della verifica preventiva dell’interesse archeologico, uno strumento previsto dalla normativa italiana per valutare la presenza di resti antichi prima dell’avvio dei lavori edilizi.

Scavi archeologici visibili con resti di strutture in pietra e terra in un sito urbano.
Foto: ©Soprintendenza Speciale Roma.

Secondo Luigi La Rocca, capo Dipartimento per la tutela del patrimonio culturale del Ministero della Cultura, questi interventi rappresentano un’opportunità scientifica fondamentale. Grazie a tali indagini è infatti possibile ricostruire la topografia dell’antica Roma, approfondire gli aspetti antropologici e sociali delle necropoli e integrare i nuovi ritrovamenti nel tessuto della città contemporanea.

Nel caso della necropoli ostiense, l’obiettivo è tutelare e valorizzare il complesso, mantenendo allo stesso tempo il progetto dello studentato e valutando la possibile fruizione pubblica del sito archeologico.

📘 Fonte notizia

  • 📄 Comunicato stampa ufficiale della Soprintendenza Speciale di Roma

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