Le ricerche archeologiche nel territorio di Pontecagnano Faiano, in provincia di Salerno, continuano a restituire importanti testimonianze della storia dell’antico insediamento etrusco-campano. Nell’area occupata in passato dal tabacchificio ATI Alfani gli archeologi hanno completato l’indagine di un ulteriore segmento della necropoli meridionale, portando alla luce nuove sepolture che arricchiscono il quadro delle conoscenze sul sito.

Vista aerea di un sito archeologico con diverse strutture e caratteristici scavi nel terreno.
Pontecagnano Faiano, vista dall’alto dello scavo (foto: ©SABAP Salerno e Avellino)

Gli scavi rientrano nelle attività di archeologia preventiva condotte sotto la supervisione della Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per le province di Salerno e Avellino, avviate in occasione di lavori pubblici e interventi edilizi privati. Questo tipo di indagini consente di verificare la presenza di resti archeologici prima dell’avvio dei cantieri, garantendo la tutela del patrimonio storico.

Le ricerche hanno restituito 34 sepolture databili tra il IV e il III secolo a.C., appartenenti alla fase sannitica della storia dell’antico centro.

Tombe distribuite in gruppi familiari

L’analisi preliminare delle strutture funerarie suggerisce che l’area sepolcrale fosse organizzata secondo piccoli raggruppamenti legati ai nuclei familiari. La maggior parte delle tombe consiste in fosse scavate nel terreno, chiuse superiormente con tegole disposte a formare una copertura inclinata.

Scoperta archeologica di uno scheletro in una fossa funeraria, con un triangolo di pietra in cima e una tavoletta di segnalazione accanto.
Pontecagnano Faiano, Tomba 10149 (foto: ©SABAP Salerno e Avellino)

Accanto a queste sepolture più semplici sono state individuate anche soluzioni costruttive realizzate con blocchi lapidei: due tombe presentano casse in travertino, mentre un’altra è stata costruita con elementi in tufo.

Molte sepolture infantili

Tra i dati più significativi emersi dalle indagini vi è la presenza di numerose tombe di individui molto giovani. Quindici delle sepolture rinvenute appartengono infatti a neonati e bambini, con età comprese tra i due e i dieci anni.

Questo elemento offre agli archeologi indicazioni preziose per lo studio delle dinamiche demografiche e delle pratiche funerarie della comunità sannitica che abitava l’area in età ellenistica.

Corredi funerari tra armi e ornamenti

I materiali rinvenuti all’interno delle tombe confermano caratteristiche ben note della cultura sannitica. Le sepolture maschili restituiscono armi come punte di lancia o giavellotto, mentre in quelle femminili sono stati individuati ornamenti personali, tra cui anelli e fibule utilizzati per fermare le vesti.

Scavo archeologico con uno scheletro umano in una fossa, marcato da un'asticella bianca e rossa e un cartello informativo.
Pontecagnano Faiano, Tomba 10167 (foto: ©SABAP Salerno e Avellino)

Un dettaglio che ha attirato l’attenzione degli studiosi riguarda la presenza di cinturoni in bronzo in due tombe appartenenti a bambini tra i cinque e i dieci anni. Questo oggetto è solitamente associato alle sepolture di uomini adulti e potrebbe riflettere un valore simbolico legato allo status o all’identità familiare.

Ceramiche legate ai rituali funerari

Il corredo ceramico rinvenuto nelle tombe è piuttosto limitato nel numero di oggetti, ma mantiene un chiaro significato rituale. Quando presente, è costituito da recipienti collegati alle pratiche del banchetto funerario, tra cui patere, skyphoi e piccole coppe utilizzate per il consumo di bevande.

In alcune sepolture sono stati inoltre trovati contenitori per unguenti, le cosiddette lekythoi, piccoli vasi che nelle pratiche funerarie antiche erano legati ai gesti di cura e commemorazione del defunto.

Scoperta di uno scheletro in un contesto archeologico, con il cranio visibile e una mano che tiene un oggetto rettangolare.
Pontecagnano Faiano, Tomba 10167, particolare del cinturone (foto: ©SABAP Salerno e Avellino)

Un sito chiave per la storia della Campania antica

Le scoperte si inseriscono in un lungo percorso di ricerca archeologica nel territorio di Pontecagnano Faiano, avviato già negli anni Sessanta del Novecento. Grazie a decenni di indagini è stato possibile ricostruire con sempre maggiore precisione la storia dell’antico centro etrusco-campano, abitato senza interruzioni dagli inizi del IX secolo a.C. fino all’età romana.

Per ragioni di tutela, comunica la Soprintendenza, i risultati complessivi delle ricerche attualmente in corso saranno resi pubblici solo al termine delle indagini. Successivamente saranno promosse iniziative di valorizzazione e divulgazione, con l’obiettivo di rendere accessibili alla comunità i reperti e le nuove conoscenze emerse dagli scavi.

📘 Fonte notizia

  • 📄 Comunicato ufficiale della Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio di Salerno e Avellino (FB)

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