© TESTI, FOTO, VIDEO E MATERIALI PROTETTI DA COPYRIGHT – RIPRODUZIONE RISERVATA / ALL RIGHTS RESERVED. Riproduzione vietata senza citare la fonte.

L’autore dell’articolo

Avatar S&A

Una rarissima moneta d’oro di età greca, eccezionalmente conservata, è stata scoperta nella necropoli di Maddalusa, ad Agrigento, durante uno scavo archeologico d’urgenza condotto dalla Soprintendenza per i Beni Culturali e Ambientali di Agrigento. Il rinvenimento è avvenuto mentre gli archeologi erano impegnati nel recupero di una tomba a cappuccina realizzata con tegole, situata nella duna costiera a ovest della foce del fiume Akrágas.

La scoperta aggiunge un nuovo tassello alla conoscenza della grande necropoli dell’antica Akrágas, una delle più importanti città della Sicilia greca, e offre una preziosa testimonianza degli ultimi anni di vita della polis prima della conquista cartaginese del 406 a.C.

Una moneta d’oro legata alla guerra contro Cartagine

L’esemplare rinvenuto risale alla fine del V secolo a.C. e presenta caratteristiche di straordinario interesse storico e numismatico.

Sul diritto compare la testa di Eracle rivolta verso sinistra, coperta dalla leontè, la pelle del leone di Nemea che l’eroe indossava come simbolo della sua prima fatica. Sul rovescio è raffigurato un quadrato incuso quadripartito con una piccola testa femminile al centro e la legenda “Syra”, chiaro riferimento a Siracusa.

Secondo gli studiosi, la moneta appartiene alle speciali emissioni auree siracusane coniate durante la drammatica invasione cartaginese della Sicilia. In quegli anni Siracusa, alleata di Akrágas, emise monete in oro per finanziare lo sforzo militare contro l’avanzata dell’esercito punico.

Il reperto richiama quindi uno dei momenti più drammatici della storia della Sicilia greca, culminato con la caduta e la distruzione di Akrágas nel 406 a.C.

La grande necropoli di Maddalusa

Il rinvenimento conferma ancora una volta l’importanza archeologica della necropoli di Maddalusa, nota fin dal XIX secolo e utilizzata sin dai primi decenni di vita della colonia greca, fondata nel primo quarto del VI secolo a.C.

Le ricerche condotte nel corso del tempo hanno permesso di ricostruire un’area funeraria estesa per oltre tre chilometri lungo la fascia costiera e la parte centrale e occidentale della collina.

Dalla necropoli provengono numerosi reperti di grande pregio, tra cui sarcofagi in marmo e calcarenite, tombe a cassa costruite con tegole e lastre di pietra, oltre a sepolture infantili in vaso, sia a incinerazione sia a inumazione. Molti di questi materiali sono oggi conservati ed esposti nel Museo Archeologico Regionale “Pietro Griffo” di Agrigento.

La necropoli rimase in uso fino alla fine del V secolo a.C., lo stesso periodo al quale appartiene la moneta appena scoperta.

Un reperto che illumina gli ultimi anni di Akrágas

Per l’assessore regionale ai Beni culturali e all’Identità siciliana, Francesco Paolo Scarpinato, il ritrovamento conferma il valore delle attività di tutela e ricerca sul territorio, dimostrando come il patrimonio archeologico continui a offrire nuove informazioni sulla storia di Akrágas, considerata una delle città più ricche e prestigiose del Mediterraneo antico.

Oltre al valore numismatico, la moneta costituisce infatti una testimonianza diretta del contesto politico e militare che precedette la fine della città greca, collegando un singolo reperto ai grandi eventi che cambiarono il destino della Sicilia alla fine del V secolo a.C.

📘 Notizia verificata

  • 📄 Fonte: Regione Siciliana ✅

L’autore dell’articolo

Avatar S&A

Ultima modifica:

© TESTI, FOTO, VIDEO E MATERIALI PROTETTI DA COPYRIGHT – RIPRODUZIONE RISERVATA / ALL RIGHTS RESERVED. Riproduzione vietata senza citare la fonte.


Scopri di più da Storie & Archeostorie

Iscriviti alla Newsletter per ricevere gli ultimi articoli nella tua e-mail.

LEGGI ANCHE

error: Content is protected !!