MOSTRE / A Torino 7000 anni di capolavori dall’Oriente [#GALLERY]

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Figurina femminile su placchetta Iran centro-meridionale (Khuzistan/Elam), metà del II millennio a.C. Ceramica camoscio, ingobbiatura rosata h. 13,5 cm; l. 5,5 cm inv. 6515

TORINO – Apre domani al MAO – Museo d’Arte Orientale di Torino la grande mostra “Orienti.  7000 anni di arte asiatica dal Museo delle Civiltà di Roma”. In esposizione fino al 26 agosto ci saranno circa 180 opere della ricchissima collezione romana, opere tra le più significative dell’ex Museo Nazionale d’Arte Orientale che, dopo questa mostra temporanea, approderanno finalmente alla nuova sede dell’EUR. La rassegna torinese, come uno scrigno che si apre ai visitatori, metterà in luce l’arte di epoche e regioni poco rappresentate nel museo torinese, eccellenze della produzione artistica asiatica lungo sette millenni di storia, a partire dalla fine del VI millennio a.C.

ROMA, L’ORIENTE E IL MEDITERRANEO – Il progetto di mostra si sviluppa attraverso due filoni narrativi che nell’allestimento correranno paralleli. Il primo riguarda la storia del Museo Nazionale d’Arte Orientale di Roma e delle collezioni che nel corso della lunga storia del museo sono entrate a farne parte. In ogni sezione il pubblico ripercorrendo la storia delle collezioni entrerà a far parte del museo attraverso campagne di scavo italiane in Asia, accordi internazionali o donazioni di importanti collezioni private.

Il secondo filone riguarda le diverse aree culturali e tradizioni artistiche presentate in mostra, quali il Vicino e Medio Oriente antico, l’arte sudarabica, l’arte regale degli Achemenidi, dei Parti e dei Sasanidi, l’arte islamica ghaznavide e quella dell’area persiana, per finire con l’Asia meridionale e l’Asia orientale. Il visitatore potrà apprezzare esempi straordinari che illustrano la Protostoria, l’Età del Ferro, l’arte sudarabica, delle culture imperiali iraniche, l’arte buddhista del Gandhāra, la tradizione religiosa dell’Induismo e del Jainismo. Miniature indiane e bronzi tibetani, statuine cinesi e dipinti giapponesi si susseguiranno nelle sale della mostra.

INTENSI CAPOLAVORI – Tra le opere esposte una testa funebre in alabastro del I secolo a.C. – I secolo d.C. proveniente dallo Yemen. Si tratta di una categoria di manufatti che fino alla metà del secolo scorso sebbene già musealizzati erano ancora avulsi dal loro contesto e la cui giusta collocazione è stata identificata a partire della missione del 1947 di Ahmed Fakhry. Tuttavia solo gli scavi della Missione Archeologica Tedesca a Mārib, alla fine degli anni Novanta, hanno scoperto per la prima volta che queste teste erano posizionate su stele e non collocate all’interno di templi, come erroneamente ritenuto fino a quel momento.

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Testa funebre Yemen, I secolo a.C.- I secolo d.C. Alabastro h. 21,5; l. 13,5 cm inv. 12996

E ancora, si potrà godere della raffinatezza di un piccolo calice con serbatoio conico scanalato con terminazione a testa taurina in argento sbalzato proveniente da Qasr-e Shirin, Iran occidentale, del periodo achemenide, IV secolo a.C. Oggetti in metallo pregiato con terminazione zoomorfa erano impiegati nelle cerimonie e nei banchetti regali e la valenza rituale di questo tipo di manufatto è confermata dai testi, come dal cerimoniale di corte assiro. Il serbatoio conico fortemente rastremato con testa d’animale definisce la rarità di attestazione e l’originalità del modello.

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Calice con serbatoio conico scanalato e terminazione a testa taurina Qasr-e Shirin (Iran occidentale), periodo achemenide, IV secolo a.C. Argento, sbalzo, incisione h. 13,4 cm; d. max 7 cm inv. 5846

Sempre iraniani, ma del periodo sasanide, VI-VII secolo d.C., sono una serie di elementi di cintura: puntale, fibbia con ardiglione e placca, placche e pendenti in oro, manufatto realizzato unendo diverse tecniche come fusione, granulazione, battitura e incisione. L’arte dei Sasanidi ha svolto un ruolo fondamentale nella trasmissione al mondo tardoantico e medievale della più autentica eredità culturale e spirituale dell’Oriente antico, dell’Occidente ellenistico-romano e dell’Eurasia. Nel tardo periodo, con l’intensificarsi dei contatti commerciali e politici, si accentuò un particolare processo di globalizzazione artistica a forte connotazione iranica, che spiega l’originalità e la peculiarità formale e decorativa di alcuni modelli.

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Elementi di cintura (n. 33): puntale, fibbia con ardiglione e placca, placche e pendenti
Iran, periodo sasanide, VI-VII sec. d.C. Oro, fusione, granulazione, battitura, incisione
g. 371 inv. 1978.2157

Dall’India, dal Rajasthan del XVIII secolo, arriva l’acquerello opaco su carta raffigurante un diagramma cosmologico di ambito jainista. La dottrina jaina non prevede un dio creatore e ordinatore, considera l’universo non una forma illusoria ma una realtà regolata da proprie leggi, che esiste da sempre e sempre esisterà. La complessa cosmologia che ne deriva, caratterizzata dall’utilizzo dell’astronomia e della matematica e basata sulla teoria del karman, porta alla realizzazione di immagini per la meditazione sul rapporto tra il microcosmo e il macrocosmo e a manoscritti geografico-cosmologici sul mondo degli uomini denominati Kṣetrasamāsa.

 

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Diagramma cosmologico India, Rajasthan, XVIII secolo Acquerello opaco su carta h. 25,5 cm; l. 28,8 cm inv. 21743 – Donazione Mutti

Dalla Cina settentrionale del II millennio a.C. (cultura Qijia o dinastia Shang) arriva invece un elemento decorativo o amuleto in giada. La giada, già importante per queste culture, nelle dinastie successive fu assunta tra i più alti simboli di nobiltà e di ricchezza dell’aristocrazia e la Scuola daoista ne esaltò le proprietà taumaturgiche.

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Elemento decorativo o amuleto Cina settentrionale, II millennio a.C. (cultura Qijia o dinastia Shang) Giada (nefrite) h. 6,5 cm; l. 4,85 cm inv. 5304 – Donazione Manlio Fiacchi e Antonia Gisondi 1970

 

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INFORMAZIONI

Orienti. 7000 anni di arte asiatica dal Museo delle Civiltà di Roma
Torino, MAO – MUSEO D’ARTE ORIENTALE
Via San Domenico 9/11
dal 19 aprile al 26 agosto 2018
Orari: mar-ven h 10 -18; sab-dom h 11 – 19; chiuso lunedì. La biglietteria chiude un’ora prima
www.maotorino.it

 

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