Un’altra importante testimonianza del passato di Roma antica riemerge dal suolo grazie agli scavi della Metro C. Durante i lavori per la realizzazione della stazione di Porta Metronia è tornato alla luce un vetro dorato, il fondo di una preziosa coppa del IV secolo, che raffigura la personificazione di Roma con elmo e lancia. Un reperto davvero unico: della divinità armata e clipeata che rappresenta l’Urbe e, più in generale, lo stato romano possediamo, a partire dal III secolo a.C., diverse immagini su moneta oltre al celebre pannello dell’Ara Pacis, ma questa è l’unica su vetro ad oggi conosciuta. La notizia è stata resa nota in occasione della visita al cantiere, avvenuta il 2 febbraio, da parte dei rappresentanti del Governo e dell’Amministrazione capitolina. Il vetro sarà prossimamente esposto nella futura stazione-museo di Porta Metronia, al momento in corso di realizzazione, dove nel 2016 era già tornata alla luce, a circa 9 metri di profondità, una caserma risalente al II secolo d.C. con affreschi parietali e pavimenti a mosaico.

Gli scavi in corso al cantiere della Metro C sono stati oggetto di un sopralluogo da parte dei rappresentanti del Governo e dell’Amministrazione capitolina.

Un vetro dorato è già di per sé un reperto molto raro, ha spiegato all’agenzia ANSA la funzionaria archeologa della Soprintendenza speciale di Roma Simona Morretta, “ma questo non ha confronto allo stato attuale degli studi. Non si era mai trovato un vetro dorato con la personificazione della città di Roma”. Il reperto, giudicato dall’esperta di “straordinaria finezza esecutiva”, costituiva originariamente il fondo di una coppa, oggetto che veniva tradizionalmente era portato in dono: l’immagine sul fondo emergeva, in trasparenza, man mano che si sorbiva il contenuto.

Dea Roma scavi Porta Metronia
Il fondo della coppa con la raffigurazione della Dea Roma emerso durante gli scavi della Metro C a Porta Metronia

Il vetro di Porta Metronia, un reperto con molte vite

Secondo l’archeologa il vetro ha vissuto più di una vita prima di arrivare fino a noi. La coppa probabilmente si scheggiò o si ruppe e venne gettata, ma dato che l’immagine dorata era ritenuta di valore, fu “ritagliata” e conservata, forse esposta su un mobile o appesa a una parete. Una cosa sembra certa: il reperto non appartiene direttamente alla caserma riemersa nel 2016: la struttura militare, vasta circa 1800 mq e afferente alla centuria che Traiano aveva messo a protezione della città, fu infatti abbandonata alla metà del III secolo e in seguito “rasata” e riempita di terra di riporto. In seguito, chissà come, nella terra finì anche il fondo della coppa, che dal primo studio sembra da datare agli inizi del IV secolo.

I resti della caserma del II secolo rinvenuti nel 2016

Al termine dei lavori, la Dea Roma su vetro dorato avrà una propria teca dedicata nella stazione-museo della metro di Porta Metronia, che comprenderà anche i resti della caserma. Il cantiere, rende noto il Comune, sarà chiuso a ottobre 2024 mentre le stazioni Porta Metronia e Colosseo della Metro C saranno operative per l’inizio del Giubileo del 2025. Entro il 2030, in vista della possibilità che Roma si aggiudichi l’Expo, la linea C della metropolitana collegherà il centro storico della Capitale, fino alla fermata piazza Venezia, con l’area di Tor Vergata. 

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