Nuove scoperte a Damietta, in Egitto. Ben 63 sepolture corredate di ceramiche, Ushabti (statuette funerarie antropomorfe che “rispondono” nell’Aldilà al posto del defunto ), monete di bronzo e figurette in lamina d’oro sono tornate alla luce durante la campagna di scavo in corso nella necropoli di Tal al-Deir e confermano la grande importanza di Damietta come centro politico e commerciale nel Mediterraneo antico. La notizia dei ritrovamenti è stata diffusa dal Ministero egiziano del Turismo e delle Antichità.

La missione, condotta sotto l’egida del Supreme Council of Antiquities, ha datato alcune delle tombe alla XXVI dinastia (688-525 a.C. ), altre al periodo tolemaico (304-30 a.C. ), quando l’Egitto era governato dai discendenti di Alessandro Magno. Trentotto monete di bronzo di età tolemaica sono state rinvenute all’interno di un recipiente di ceramica. Molte di esse recano l’immagine di Zeus Amon, divinità frutto del sincretismo tra il dio greco Zeus (e il romano Giove) e l’egizio Amon. Una moneta raffigura invece un’aquila e una cornucopia.

Interessanti, in particolare, le figurette in lamina d’oro che sembrano raffigurare alcuni uccelli androcefali (con testa umana), i cosiddetti “Ba”: un termine di solito (ma impropriamente) tradotto con “anima” ma che rappresenta in realtà un vero e proprio alter ego del defunto. Altre lamine rappresentano l’occhio di Horus, simbolo di protezione, della prosperità, del potere regale e della buona salute.

Fonte: Ministero del Turismo e delle Antichità egiziano.

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