Importanti novità da Penne (Pescara) dove all’interno dei locali del 𝐌𝐮𝐬𝐞𝐨 𝐂𝐢𝐯𝐢𝐜𝐨-𝐃𝐢𝐨𝐜𝐞𝐬𝐚𝐧𝐨, nell’ambito del progetto di restauro e consolidamento del duomo, sono stati portati alla luce livelli connessi al primitivo impianto della chiesa. Durante gli scavi sono emerse anche diverse 𝐬𝐞𝐩𝐨𝐥𝐭𝐮𝐫𝐞 𝐚 𝐟𝐨𝐬𝐬𝐚 relative a diverse fasi che sembrano coprire un arco cronologico esteso 𝐝𝐚𝐥𝐥𝐚 𝐭𝐚𝐫𝐝𝐚 𝐚𝐧𝐭𝐢𝐜𝐡𝐢𝐭𝐚̀ 𝐚𝐥𝐥’𝐚𝐥𝐭𝐨 𝐌𝐞𝐝𝐢𝐨𝐞𝐯𝐨. La notizia del ritrovamento è stata data dalla Soprintendenza ABAP per le province di Chieti e Pescara.

Particolare di una sepoltura (foto: ©SAPAB per le province di Chieti e Pescara)

La cattedrale è documentata per la prima volta nell’868 con dedicazione alla Beata Vergine Maria Regina degli Angeli, quando il vescovo Grimbaldo – noto anche come Garimbaldo, Grimaldo e Giraldo – traslò nell’altare maggiore dell’edificio (quello che oggi corrisponde alla cripta) le reliquie di San Massimo Levita, martirizzato in Aveia, L’Aquila, nel 250 circa insieme ai suoi compagni di martirio, e al quale da quel momento la chiesa fu dedicata.

La cattedrale subì diversi rifacimenti nei secoli: romanico nel XII secolo, gotico nel XIII secolo, barocco nel Seicento, fino ai pesantissimi danneggiamenti nel corso dei bombardamenti alleati del 1944. Nel Dopoguerra l’edificio fu completamente restaurato, perdendo ogni traccia dell’impostazione medievale, ad eccezione della cripta dell’XI secolo, rimasta intatta.

Una delle sepolture (foto: ©SAPAB per le province di Chieti e Pescara)

La cripta del Duomo

Le sepolture sono riemerse proprio nei pressi della zona da cui si accede alla 𝐜𝐫𝐢𝐩𝐭𝐚, suddivisa in due navate trasversali e cinque longitudinali che terminano in 3 absidi. Alcune volte a crociera sono sorrette da elementi compositivi non omogenei: spiccano quattro 𝐜𝐨𝐥𝐨𝐧𝐧𝐞 𝐝𝐢 𝐚𝐥𝐚𝐛𝐚𝐬𝐭𝐫𝐨 𝐨𝐫𝐢𝐞𝐧𝐭𝐚𝐥𝐞 𝐞 𝐠𝐫𝐚𝐧𝐢𝐭𝐨 𝐞𝐠𝐢𝐳𝐢𝐚𝐧𝐨, materiale di spoglio recuperato dal preesistente tempio romano di Vesta sopra cui la Cattedrale fu realizzata.

Una delle colonne della cripta (foto: ©SAPAB per le province di Chieti e Pescara)

Sulle pareti sopravvivono 𝐚𝐟𝐟𝐫𝐞𝐬𝐜𝐡𝐢 𝐯𝐨𝐭𝐢𝐯𝐢 𝐞 𝐬𝐜𝐞𝐧𝐞 𝐬𝐚𝐜𝐫𝐞 che spaziano dal 𝐗𝐈𝐈𝐈 𝐚𝐥 𝐗𝐈𝐕 𝐬𝐞𝐜𝐨𝐥𝐨, alcuni ascrivibili ai modi del “𝐌𝐚𝐞𝐬𝐭𝐫𝐨 𝐝𝐢 𝐎𝐟𝐟𝐢𝐝𝐚”. Di notevole rilevanza è l’affresco raffigurante i 𝐪𝐮𝐚𝐭𝐭𝐫𝐨 𝐞𝐯𝐚𝐧𝐠𝐞𝐥𝐢𝐬𝐭𝐢 sulla volta posta verso l’uscita della cripta.

Fonte: SAPAB per le province di Chieti e Pescara

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