Scoperta nelle acque dell’Île Mouchet, sulla Loira in Francia, dove gli archeologi dell’Inrap, l’Istituto nazionale di ricerche archeologiche preventive, hanno riportato a riva i resti di un’imbarcazione di epoca carolingia, databile in base al Carbonio 14 tra il IX e il X secolo. Il relitto, di tipologia simile a una chiatta, era stato già avvistato durante una ricognizione effettuata nel 2021 ma è stato rimosso dalle acque solo ora.
Le operazioni di recupero, condotte dagli archeologi dell’Inrap per conto dello Stato – Drac (Direction Régionale des Affaires Culturelles) Pays de la Loire -, sono riprese in questi giorni dopo un’interruzione causata, il 10 settembre, dall’improvviso innalzamento del livello della Loira: interventi di questo tipo, infatti, possono essere effettuati solo durante i periodo di “magra” del fiume, che solitamente si verifica tra metà agosto e metà ottobre.

L’imbarcazione in legno di quercia, lunga 16 metri e relativamente stretta (2 metri di larghezza), è rastremata e a fondo piatto, caratteristiche che la rendono adatta alla navigazione fluviale. La tecnica di costruzione, monossile (realizzata cioè con un tronco d’albero più o meno sagomato, incavato o scavato) ma in parte realizzata tramite assemblaggio mediante mortase, tenoni e chiodature, non ha precedenti – spiega l’Inrap – nel bacino della Loira ma si basa su tecniche già individuate su altre antiche imbarcazioni del bacino del Rodano, e che richiedono una buona padronanza della carpenteria navale.

Lo studio del legname fornirà ulteriori informazioni sui materiali e i processi di produzione mentre grazie alla dendrocronologia si giungerà, probabilmente, a una datazione più precisa. Ancora da stabilire è anche la funzione esatta dell’imbarcazione: era adibita al trasporto merci oppure era usata per il traffico civile? Oppure entrambe le cose? Da determinare anche le modalità di navigazione, se a remi o a vela.

In ogni caso, secondo gli archeologi il relitto dell’Île Mouchet costituisce, per datazione e tipologia, “una scoperta importante per la conoscenza della navigazione fluviale nell’alto medioevo”.
Un’enigmatica struttura di epoca romana sull’Île Coton
Gli scavi condotti in queste settimane lungo il fiume hanno prodotto anche un’altra scoperta molto interessante. Sull’Île Coton nel 2022 era stata individuata, oltre a una decina di relitti in legno del XVII-XVIII secolo, anche un’enigmatica struttura in legno e pietra che sulle prime era stata ritenuta coeva alle imbarcazioni, e quindi “moderna”.

L’esame al Carbonio 14 su un elemento ligneo ha invece indicato, sorprendentemente, una datazione molto più antica, tra il I e il III secolo d.C., senza confronti in questo settore della Loira. Ciò ha spinto gli archeologi a indagare più a fondo. Anche se l’esatta funzione della struttura, formata da legno, pali e sabbia e ricoperta di pietra, non è stata ancora stabilita, l’idea è che possa trattarsi dei resti di un ponte, di una diga o di un sistema di contenimento e rinforzo delle sponde del fiume.

L’area di scavo si trova a 1,5 km dalla collina di Airennes, lungo la riva destra, sede di un’area di occupazione gallo-romana, e a 1,5 km dall’antico insediamento di Nigaudière, sulla riva sinistra. La struttura dell’Île Coton potrebbe aver giocato un qualche ruolo nel collegare i due antichi insediamenti alla Loira, arteria all’epoca cruciale per il commercio di prodotti artigianali e agricoli in tutta la Gallia e verso le città portuali della costa.
Fonte: Inrap
Immagine d’apertura: il relitto portato a riva dagli archeologi (foto: © Emmanuelle Collado, Inrap)


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