© TESTI, FOTO, VIDEO E MATERIALI PROTETTI DA COPYRIGHT – RIPRODUZIONE RISERVATA / ALL RIGHTS RESERVED. Riproduzione vietata senza citare la fonte.

L’autore dell’articolo

Avatar Elena Percivaldi

Il relitto dell’imbarcazione, che risale al VII – VIII secolo, è stato ritrovato in Francia a Villenave-d’Ornon, sulle rive della Garonna. Un reperto raro e di eccezionale importanza che migliorerà la nostra conoscenza della navigazione e dei cantieri navali altomedievali.

Il relitto in fase di scavo (foto: © Patrick Ernaux, Inrap)

Il relitto è rimasto per quasi 1400 anni sepolto nell’antico alveo, ormai interrato, dell’Estey du Lugan, un torrente a Villenave-d’Ornon (Nuova Aquitania), località sulle rive della Garonna, in Francia. Ed è proprio così, ricoperto dai sedimenti umidi che hanno ne garantito la conservazione, che gli archeologi dell’Inrap, l’Istituto nazionale delle ricerche archeologiche preventive, lo hanno trovato durante lo scavo commissionato dallo Stato francese tramite la DRAC (Direction Régionale Des Affaires Culturelles) della Nuova Aquitania in vista della realizzazione di un nuovo quartiere commerciale sulle rive del fiume.

Particolare del relitto in fase di scavo (foto: © Patrick Ernaux, Inrap)

L’imbarcazione aveva perso interamente la sezione di poppa, probabilmente spazzata via dalla marea prima che l’imbarcazione, abbandonata a se stessa, affondasse. Ma presenta ancora praticamente intatti il fondo dello scafo e buona parte della chiglia, per una lunghezza di oltre 12 metri sui 15 totali che doveva misurare quando, nell’alto Medioevo, solcava la Garonna e si cimentava, con molta probabilità, anche nella navigazione di piccolo cabotaggio lungo la costa atlantica.

La datazione al radiocarbonio colloca la costruzione della barca tra la fine del VI secolo e l’inizio dell’VIII secolo, un range cronologico confermato da alcuni frammenti ceramici rinvenuti all’interno dello scafo, che in base alle prime analisi sarebbe stato realizzato con legno di quercia e conifera.

Lo studio dei frammenti dell’imbarcazione da parte degli esperti dell’Inrap (foto: © Patrick Ernaux, Inrap)

Il relitto, attualmente in corso di studio, verrà smontato pezzo per pezzo e documentato con un’apposita campagna fotografica; la ricostruzione in 3D permetterà di analizzare la costruzione nel dettaglio rivelando importanti dettagli sulle tecniche di fabbricazione della barca. Lo studio fornirà inoltre preziose notizie che riguardano il luogo del ritrovamento, una zona paludosa con un piccolo porto sfruttato fin dall’antichità, come sembrano indicare alcune murature risalenti alla seconda metà del I secolo d.C., pertinenti a una villa sorta lungo il fiume oppure ad uno stabilimento produttivo legato ai traffici lungo la Garonna. La destinazione agricola dell’area continuò nell’età moderna, come mostra un piccolo edificio databile al XVI-XVII secolo.

Fonte: Inrap

©RIPRODUZIONE RISERVATA

🛡️ Articolo Certificato su Blockchain
Questo contenuto è protetto da marcatura temporale decentralizzata. L’impronta digitale del testo è registrata per garantirne l’integrità e la data certa di pubblicazione.
Data di pubblicazione registrata: 03/09/2022 10:00
Verificabile in conformità con i protocolli internazionali di informazione certificata OpenTimestamps.

Condividi

Ultima modifica:

© TESTI, FOTO, VIDEO E MATERIALI PROTETTI DA COPYRIGHT – RIPRODUZIONE RISERVATA / ALL RIGHTS RESERVED. Riproduzione vietata senza citare la fonte.

Rimani aggiornato con Storie & Archeostorie!

Ricevi le ultime notizie su scavi, scoperte e mostre direttamente sul tuo smartphone attraverso i nostri canali ufficiali:


Scopri di più da Storie & Archeostorie

Iscriviti alla Newsletter per ricevere gli ultimi articoli nella tua e-mail.

ULTIMI ARTICOLI

errore: Content is protected !!

Scopri di più da Storie & Archeostorie

Abbonati ora per continuare a leggere e avere accesso all'archivio completo.

Continua a leggere