Un nuovo allestimento immersivo del sito archeologico dedicato alla ninfa Anna Perenna, dea della eterna rinascita. E quattro aperture straordinarie della Fonte, promosse dalla Soprintendenza Speciale di Roma dal 5 ottobre al 30 novembre, per apprezzare appieno l’importanza della scoperta, avvenuta alla fine del 1999 durante uno scavo di archeologia preventiva. Stavano per partire i lavori per la costruzione di un garage multipiano in prossimità di piazza Euclide quando, a 6 metri di profondità, venne alla luce una fontana. Grande fu la sorpresa degli archeologi quando trovarono inserite nelle murature tre iscrizioni, tra cui spiccava la dedica Nymphis sacratis Annae Perenae (ad Anna Perenna e alle Ninfe sacre). La notizia fece il giro del mondo e presto la Soprintendenza aprì il sito. Ma le visite vennero interrotte nel 2020 per l’emergenza Covid, da cui l’occasione – spiega la Soprintendenza – di “creare una nuova presentazione del monumento”.

«La ninfa Anna Perenna era conosciuta attraverso le fonti antiche, Ovidio in particolare – spiega il Soprintendente Speciale di Roma Daniela Porro – ma al contrario di altre divinità , fino al secolo scorso non erano stati trovati luoghi di culto a lei dedicati. Dopo un lungo lavoro di allestimento, con queste aperture straordinarie, restituiamo alla città una delle scoperte più importanti avvenute a Roma alla fine del secolo scorso, con l’intenzione di rendere sempre più regolare l’apertura di questo sito».
Anna Perenna, una dea alle origini di Roma
Anna Perenna era un’antica divinità romana delle origini. Era festeggiata il giorno delle Idi di marzo, il primitivo Capodanno romano, così come testimoniato da Ovidio nei Fasti. Durante la festa, dal carattere popolare e sfrenato lungo le sponde del Tevere, in un lucus (bosco sacro) sito lungo la via Flaminia, uomini e donne si lasciavano andare tra danze, mimi e canti. Oltre a descrivere in modo accurato la festa di Anna Perenna, Ovidio dà testimonianza anche delle sue origini, secondo differenti versioni.
La più diffusa è quella che la vede come sorella di Didone, mitica regina di Cartagine, accolta benevolmente da Enea nel Lazio ma poi scomparsa nelle acque del fiume Numico, l’amnis perennis, per le gelosie della moglie di quest’ultimo, Lavinia. Un’altra versione vede in lei un’anziana della città di Boville che soccorse i plebei romani ribelli assediati sul Monte Sacro nel 494 a.C., sfamandoli ogni giorno con le sue focacce. Il suo nome potrebbe essere legato anche alla parola annus, da cui il verbo “perennare” ovvero passare un buon anno dall’inizio alla fine.

Anna Perenna: tra culto e magia
Il ritrovamento della fontana e i rinvenimenti al suo interno, oltre a fornire informazioni su una divinità delle origini così importante per i romani, hanno permesso di raccogliere molti dati sulla magia nel mondo antico. Se infatti Anna Perenna era identificata come ninfa, dea della fertilità e della rinascita, la fontana a lei dedicata venne successivamente associata ad attività magiche, come testimoniano gli oggetti ritrovati nella cisterna retrostante la fontana: 74 lucerne, laminette con incise maledizioni – le cosiddette defixiones – contenitori di piombo, figurine antropomorfe, un pentolone di rame (il caccabus) e più di 500 monete. Oggetti che ci permettono anche di datare l’attività di lungo periodo della fontana: a partire da circa il IV secolo a.C. fino al VI d.C.

Nella tarda età imperiale vere e proprie maghe professioniste mettevano a disposizione le loro arti magiche per coloro che ne richiedessero l’intervento contro eventuali nemici o amanti perduti. Benché avvenissero nel sito della fontana, non è provato che i rituali fossero ancora in nome dell’antica dea. Infatti, sulle laminette, trovate in parte arrotolate e infilate nei beccucci delle
lucerne e in parte sepolte nella cisterna, sono citate varie figure, tra cui il dio egizio Seth, il demone Abraxas e persino Cristo, ma non figura Anna Perenna.
Gli interessantissimi materiali rinvenuti, oggi conservati e in larga parte esposti al Museo Nazionale Romano alle Terme di Diocleziano, sono una testimonianza della trasformazione durante la tarda antichità del paganesimo greco-romano in una religione con elementi di stregoneria popolare. Tra le iscrizioni sono presenti lettere e caratteri magici, come il noto palindromo Ablanatanalba.

Le formule di maledizione augurano malattie fisiche, cecità o morte al destinatario. Tra le più importanti vi sono quella contro il giudice Sura «qui natus est de vulva maledicta» e a cui si augura la cecità e l’unica defixio che fa riferimento a una maledizione d’amore, rivolta a colui «quem pereo fantasia», colui che amo fortemente nella mia immaginazione.
Le figurine antropomorfe, giunte a noi quasi del tutto intatte, impastate con cera, latte e farina, erano sigillate ermeticamente all’interno di contenitori in piombo inseriti uno dentro l’altro. A un’analisi approfondita, hanno rivelato di avere tutte un piccolo osso come scheletro. In alcuni casi avevano un foro sulla testa e una è avvolta nelle spire di un serpente.
Riapertura “immersiva” e allestimento suggestivo

«Per la riapertura della Fonte di Anna Perenna, è stato realizzato un progetto di valorizzazione –aggiunge l’archeologo Fabrizio Santi, responsabile del sito – volto a migliorare l’esperienza di visita. La nuova illuminazione è pensata per creare un ambiente immersivo, evocando la presenza dell’acqua attraverso il blu, mentre una luce bianca radente consente una migliore leggibilità delle iscrizioni. Sono stati realizzati un intervento di pulitura e il restauro delle murature; un video, attraverso un rilievo 3D, mostrerà ai visitatori le caratteristiche costruttive e degli oggetti rinvenuti nella fonte».
È disponibile un podcast di approfondimento sul culto di Anna Perenna e l’avventuroso ritrovamento della fonte a lei dedicata. Ascolta il podcast qui sotto:
Le visite guidate gratuite fino a esaurimento posti si terranno il 5, il 26 ottobre, il 9 e il 30 novembre con quattro turni di 50 minuti, con partenza ogni ora dalle 9.40. La prenotazione è obbligatoria.
Info e prenotazioni www.soprintendenzaspecialeroma.it
Fonte info: Soprintendenza Speciale di Roma
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