Una necropoli di quasi 2.000 anni fa è stata portata alla luce in Romania durante gli scavi archeologici preventivi nell’area meridionale del sito di Mehala II, nella Contea di Timiş (regione del Banato). Gli archeologi hanno scoperto 15 tombe a inumazione attribuite alle tribù sarmate che abitarono quest’area tra il II e il IV secolo d.C., ritrovamenti che contribuiscono ad arricchire la conoscenza della vita quotidiana e degli insediamenti di queste antiche comunità.

Tombe di adulti e bambini
Le tombe, in gran parte di forma rettangolare, contenevano scheletri sia di adulti che di bambini, alcuni dei quali erano stati già disturbati da precedenti interventi oppure danneggiati dal tempo. Particolarmente significative appaiono due sepolture che conservavano tracce di carbone vegetale, indice della presenza di bare di legno ora scomparse: un dettaglio prezioso per la ricostruzione dei rituali funerari dei Sarmati, ad oggi poco noti.


Sepolture dotate di preziosi corredi
Straordinario il corredo funebre recuperato dalle sepolture: fibbie, anelli, orecchini, collane, fibule, monete d’argento, perle in vetro o ambra, bracciali, coltelli in ferro, fusaiole, amuleti e vasi in ceramica. Oggetti che forniscono dati preziosi sull’abbigliamento dei defunti, sulla loro identità sociale e sulle credenze religiose.



Tra tutte, due tombe si distinguono per ricchezza e caratteristiche peculiari: la n.12/2021, contenente lo scheletro di un adulto con un bambino deposto vicino al braccio sinistro; e la n. 4/2024, un vero “tesoro” contenente ornamenti in argento, perle d’ambra, una fibula pettorale, una moneta d’argento e altri oggetti rituali.

La scoperta contribuisce alla conoscenza della cultura sarmata e arricchisce il quadro dell’archeologia funeraria dell’Europa orientale, offrendo nel contempo un prezioso tassello per la ricostruzione della storia del Banato in epoca romana.



