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Un volto riaffiora dal passato remoto della Valle d’Aosta. Grazie a una sofisticata ricostruzione facciale forense, gli studiosi hanno restituito sembianze e identità a un uomo vissuto circa 4.000 anni fa, durante l’età del Rame, i cui resti furono rinvenuti nell’area megalitica di Aosta.

L’iniziativa, intitolata “Quando l’archeologia guarda negli occhi: la ricostruzione del volto dell’uomo dell’età del Rame”, è stata promossa dal MegaMuseo di Aosta in collaborazione con la società specializzata Arc-Team di Trento.

GUARDA IL VIDEO: Aosta, ricostruito il volto di un uomo di 4.000 anni fa

Un uomo sopravvissuto a due interventi sul cranio

Le analisi antropologiche hanno stabilito che si trattava di un maschio adulto, di età compresa tra i 45 e i 55 anni, vissuto tra il 2500 e il 2200 a.C.

L’aspetto più sorprendente riguarda il cranio, che conserva le tracce di due trapanazioni craniche effettuate in vita e superate con successo. Gli interventi, infatti, non risultarono fatali e l’uomo sopravvisse abbastanza a lungo da mostrare evidenti segni di guarigione ossea.

A: Teschio reale visto frontalmente.
Un cranio umano visto di lato, con dettagli visibili della struttura ossea e delle caratteristiche del viso.
Particolare del cranio
Cranio umano esposto in una teca di vetro, illuminato da una luce soffusa. Sul cranio è visibile una piccola protuberanza.

Questa particolare condizione offre una testimonianza straordinaria delle conoscenze mediche e chirurgiche sviluppate dalle comunità preistoriche dell’Europa alpina.

Dalla scansione 3D al volto

La ricostruzione è stata realizzata attraverso tecniche normalmente impiegate nelle indagini forensi moderne.

A: Modello 3D di un volto umano con griglia di misurazione.
Ritratto in bianco e nero di un uomo con capelli rasati, con un'espressione serena e sguardo diretto.

Gli specialisti hanno effettuato una scansione tridimensionale del cranio, sulla quale sono stati applicati marcatori statistici relativi allo spessore dei tessuti molli della popolazione europea. Successivamente si è proceduto alla modellazione anatomica di muscoli, pelle e tratti somatici fino ad arrivare alla realizzazione del volto digitale.

ricostruzione volto uomo età del rame aosta

La ricostruzione è stata condotta interamente in ambiente digitale open source: scansione 3D del cranio, posizionamento di indicatori dei tessuti molli su base statistica europea, modellazione anatomica e scultura digitale. La calibrazione storica ha restituito al busto l’abbigliamento e gli ornamenti coerenti con il contesto culturale dell’epoca, con riferimento diretto ai reperti conservati nel museo: un volto credibile, fondato su dati osteologici, statistici e storici.

MegaMuseo di Aosta, le prospettive future

In occasione della presentazuione Generoso UrciuoliResponsabile della Direzione attività culturali e scientifiche del MegaMuseo, ha illustrato il contesto scientifico e culturale che ha portato alla scelta di avviare questo percorso di ricerca, raccontando cosa significa oggi restituire un’identità a un individuo preistorico e quali implicazioni questo ha per la comunicazione museale.

Un gruppo di persone sedute in una sala mentre osservano un'immagine su un grande schermo. L'immagine mostra un ritratto digitale di un uomo con una folta barba e capelli lunghi. In primo piano ci sono diversi spettatori, molti dei quali sono di età avanzata.

Luca Bezzi, co-fondatore di Arc-Team ha presentato nel dettaglio la metodologia adottata: dalle fasi di acquisizione digitale del cranio alla modellazione dei tessuti molli, fino alle scelte operate nella calibrazione storica del risultato finale. Un processo che unisce rigore forense, tecnologia open source e sensibilità storica.

Due teschi esposti in una vetrina in un museo, con sfondo scuro e illuminazione controllata.

Il MegaMuseo sta, inoltre, portando avanti una serie di collaborazioni scientifiche di ricerca sul proprio patrimonio, sia a livello nazionale che internazionale, con prestigiosi Enti e Università. Tra queste, è in atto una collaborazione con i colleghi archeologi svizzeri del sito gemello di Petit-Chasseur à Sion: i risultati di questa ricerca congiunta verranno presentati in autunno in due convegni internazionali, prestigiosi per lo studio del Megalitismo.

Il MegaMuseo ha un ruolo attivo nel progetto di ricerca dell’università di Ginevra sugli artigiani del Megalitismo intorno al Massiccio del Monte Bianco e si sta concludendo uno studio sui resti umani della Tomba II (Dolmen) riguardante il DNA antico.
Il MegaMuseo ha infine attivato una collaborazione con il Museo Dipartimentale delle Meraviglie di Tenda e con il MUSE di Trento.

📘 Notizia verificata

  • 📄 Fonte: Regione Autonoma Valle d’Aosta ✅

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