Un monumento funerario romano decorato con scene di gladiatori è stato scoperto nel territorio di Apollosa, in provincia di Benevento, lungo un tratto dell’antica Via Appia. Il rinvenimento, emerso durante indagini archeologiche coordinate dalla locale Soprintendenza, restituisce un importante testimonianza del prestigio delle élite locali in età augustea.

La scoperta, resa nota anche dal Ministero della Cultura, è stata presentata pubblicamente nel corso di un incontro dedicato agli studi e alle attività di recupero, che ha offerto un primo quadro interpretativo del complesso.

Un sepolcro monumentale lungo la Regina Viarum

Le indagini hanno portato al recupero di circa venti blocchi in pietra calcarea e all’individuazione dell’accesso a una camera funeraria affrescata. Il monumento, di forma probabilmente circolare, doveva raggiungere un diametro di circa dodici metri, dimensioni che indicano una committenza di alto livello.

La collocazione lungo la Via Appia, asse viario strategico del mondo romano, non appare casuale: le sepolture monumentali lungo le grandi strade erano infatti strumenti di autorappresentazione sociale, ben visibili ai viaggiatori di passaggio e funzionali alla costruzione della memoria familiare.

Le scene gladiatorie e il significato iconografico

L’elemento più significativo è rappresentato dalle raffigurazioni di gladiatori scolpite sui blocchi lapidei. L’apparato decorativo suggerisce l’esistenza di un legame diretto del defunto con l’organizzazione dei ludi gladiatori: i magistrati spettavano infatti diversi oneri (munera) tra i quali quello di finanziare i giochi e gli spettacoli pubblici.

Nel contesto dell’Italia romana, tali immagini non sono semplici motivi ornamentali, ma veri e propri indicatori di status e strumenti di comunicazione simbolica. La scelta di questo repertorio iconografico rimanda a valori di prestigio, munificenza e consenso pubblico.

Dalla scoperta al cantiere archeologico

Il rinvenimento è avvenuto in seguito all’esondazione del torrente Serrentella, che ha portato alla luce alcuni blocchi lapidei. La segnalazione di un volontario, Marco Zamparelli, ha attivato l’intervento della Soprintendenza, permettendo l’avvio di uno scavo sistematico sotto la direzione scientifica degli archeologi.

Le prime analisi collocano la costruzione del sepolcro all’inizio del I secolo d.C., in una fase di intensa riorganizzazione del territorio lungo la Via Appia, tra Caudium e Montesarchio.

Tutela, studio e valorizzazione del sito

I materiali recuperati sono attualmente conservati presso il centro operativo della Soprintendenza a Benevento, dove sono oggetto di studio e documentazione. Parallelamente si stanno sviluppando progetti di ricostruzione virtuale, utili a restituire l’aspetto originario del monumento e a facilitarne la fruizione pubblica.

Il Comune di Apollosa ha già avviato iniziative per la valorizzazione del sito, con l’obiettivo di inserirlo nei percorsi culturali legati alla Regina Viarum. La scoperta contribuisce così a rafforzare il ruolo della Via Appia come asse privilegiato per la lettura del paesaggio archeologico della Campania romana.

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  • 📄 Fonte: comunicato stampa MiC ✅

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