RICERCA / Tutte le lettere di papa Clemente XI: i 400mila documenti dell’Archivio Albani da oggi consultabili online

L’Archivio Albani vanta più di 400mila immagini e documenti in gran parte riferiti alla figura di Papa Clemente XI. Ora è finalmente online, gratuitamente e liberamente a disposizione del pubblico e degli studiosi, un patrimonio ancora tutto da scoprire. La presentazione ufficiale e l’illustrazione del progetto si terranno mercoledì 17 dicembre alle 17 a Urbino nel Salone Raffaello del Collegio Raffaello, in Piazza della Repubblica.

Pier Leone Ghezzi, Ritratto di papa Clemente XI (1708 ca., olio su tela, Palazzo Braschi). Foto: Wikimedia Commons

L’Italia è nota per il patrimonio culturale di cui è in possesso, ma spesso vi è la difficoltà a renderlo fruibile nelle forme opportune. Il progetto Archivio Albani, nato anni fa per offrire la consultazione del patrimonio di documenti della famiglia Albani e dell’archivio privato di Gianfrancesco Albani, assurto al soglio pontificio nel 1700 col nome di Papa Clemente XI. L’idea di una simile impresa è del conte Clemente Castelbarco Albani, in collaborazione con il prof. Antonio Brancati, ex direttore della Biblioteca e dei Musei Oliveriani e con l’attuale direttore, dott.ssa Brunella Paolini. La Biblioteca Oliveriana fu individuata come istituzione depositaria del progetto, che portò alla creazione del sito  archivioalbani.it .

Lettera del cardinale Annibale Albani a papa Clemente XI (1700-1721) (Uni.re)


Nel 2014 l’allora Responsabile di Progetto Informatico dell’Università di Urbino, prof. Laerte Sorini stipulò un accordo per trasferire l’Archivio e all’interno del Progetto UNIRE e dalle macchine della Provincia ai server di Uniurb e dopo vari passaggi tecnici e burocratici, oggi si può finalmente consultare per intero l’archivio in formato digitale, in originale contenuto in otto grandi casse di zinco in cui sono perfettamente conservati migliaia di documenti appartenuti al pontefice, in passato presso la biblioteca di famiglia in Palazzo Albani a Urbino poi, in occasione della vendita del prestigioso palazzo all’Ateneo di Urbino, fu trasferita nell’attuale residenza. Il fondo non è stato mai riordinato e studiato nella sua interezza ma oggi è possibile consultarlo per intero gratis al link
https://unire.uniurb.it ,  grazie al lavoro di Cristian Barzotti: circa 400.000 immagini e documenti per quasi 12 TeraByte.


Mercoledì 14 dicembre alle 15, nella Sala Raffaello del Collegio Raffaello in Piazza della Repubblica Urbino, la giornata dedicata a tale evento vedrà esposti nel dettaglio sia i dati tecnici che quelli storici e alcune curiosità, inoltre verranno presentati documenti inediti contenuti all’interno di tale archivio come lettere cifrate e suonato e cantato spartiti contenuti all’interno dell’archivio stesso.
Alle 15, apertura dei lavori e saluti, cui seguirà l’intervento di Brunella Paolini, Direttrice dell’Ente Olivieri – Biblioteca e Musei Archeologici Oliveriani, su “Il progetto Archivio Albani”.
Alle 15,50 Cristian Barzotti esporrà “Il progetto UNI.RE – Archivio Digitale Albani“.
Alle 16,20 la Tavola rotonda moderata da Davide Pietrini con i relatori: Monica Rocchetta (Università di Macerata) “Primi contributi sulla collezione Albani dalla Biblioteca Statale di Macerata”Laerte Sorini (Università degli Studi di Urbino Carlo Bo) “Segreti e lettere cifrate dall’Archivio Albani”; Franco Pavan (Laboratorio ‘600) “La raccolta musicale dell’Archivio Albani: persistenze e dispersioni” Pamela Lucciarini (International Opera Studio Pesaro) “Le ragioni di una pubblicazione discografica”.       
Il termine dei lavori è previsto per le 18,30 con l’esecuzione di due brani musicali eseguiti da Paolo Almeri “Mi venga la rabbia” e Domenico Mazzocchi “S’io mi parto o mio bel nume”. Due titoli che riassumono le vicende e la felice conclusione di questo monumentale progetto.

Fonte: Università di Urbino

©STORIE & ARCHEOSTORIE. RIPRODUZIONE RISERVATA.

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