Come avevamo anticipato in un articolo pubblicato il 31 maggio scorso, uno dei più importanti capolavori della pittura etrusca è finalmente patrimonio pubblico. Il Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia ha celebrato l’ingresso degli affreschi della celebre Tomba François nelle proprie collezioni permanenti, accompagnandolo con la mostra “Il Ritorno degli Eroi”, visitabile fino al 31 dicembre 2026.

L’acquisizione conclude una vicenda iniziata oltre un secolo fa: dal 1914 lo Stato italiano cercava infatti di acquisire il monumento funerario scoperto nel 1857 dall’archeologo Alessandro François nella necropoli di Ponte Rotto, a Vulci. Oggi il celebre ciclo di affreschi entra definitivamente nel patrimonio dello Stato, rendendosi accessibile al grande pubblico.

Per il ministro della Cultura Alessandro Giuli, si tratta di «un traguardo storico» che restituisce alle nuove generazioni un’opera fondamentale per comprendere la civiltà etrusca, i suoi rapporti con Roma e il più ampio contesto del Mediterraneo antico. Nel corso dell’inaugurazione il ministro ha inoltre annunciato l’intenzione del Ministero della Cultura di entrare nella Fondazione Vulci, con l’obiettivo di rafforzare la tutela e la valorizzazione del celebre sito archeologico.
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Un capolavoro della pittura etrusca
Realizzata tra il 340 e il 320 a.C., la Tomba François rappresenta una delle più straordinarie testimonianze della pittura antica giunte fino a noi. Scavata nel tufo, conserva 37 pannelli dipinti e due cippi litici rinvenuti nel corridoio d’accesso.

Il programma figurativo fonde magistralmente mito greco, memoria storica etrusca e autorappresentazione dell’aristocrazia di Vulci. Grazie alle iscrizioni dipinte accanto ai personaggi, è possibile identificare protagonisti ed episodi, tra cui il sacrificio dei prigionieri troiani durante i funerali di Patroclo, il duello tra Eteocle e Polinice, il ritratto del committente Vel Saties e la celebre scena in cui Macstarna, identificato con il futuro Servio Tullio, libera Celio Vibenna.
“Il Ritorno degli Eroi” riunisce reperti dispersi nel mondo
L’esposizione temporanea permette di ricostruire, almeno in parte, il contesto originario della sepoltura grazie a prestiti provenienti da alcuni dei più importanti musei internazionali, tra cui il Musée du Louvre, il British Museum, i Royal Museums of Art and History di Bruxelles, il Musée cantonal d’archéologie et d’histoire di Losanna, i Musei Vaticani e l’Istituto Archeologico Germanico di Roma.

Tra i reperti figurano preziosi gioielli appartenuti alla famiglia Saties, collane in oro, scarabei, anelli, raffinati orecchini con granati e pasta vitrea, oltre a vasi e oggetti del corredo funerario che tornano eccezionalmente a dialogare con gli affreschi.
Un nuovo allestimento per raccontare gli Etruschi
L’esposizione è stata realizzata grazie alla collaborazione tra la Direzione Generale Musei, il Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia e gli eredi delle famiglie Torlonia, Sforza Cesarini e Gaetani, proprietarie del monumento. Fondamentale anche il sostegno della Fondazione Bvlgari, che ha contribuito alla valorizzazione dei nuovi spazi espositivi.

Il percorso offre così una lettura unitaria di uno dei più importanti complessi figurativi dell’Etruria, mettendo in relazione pittura, reperti archeologici e memoria storica. Un’occasione unica per approfondire il ruolo di Vulci e della famiglia Saties nella cultura etrusca del IV secolo a.C., attraverso uno dei monumenti più celebri dell’Italia antica.






