APPROFONDIMENTI / Un abitato eneolitico a San Severino Marche

di Massimiliano Visalberghi Wieselberger (*)

Durante i lavori di demolizione dall’area del vecchio edificio scolastico ITIS Divini di San Severino Marche (Macerata) sono riemerse evidenti tracce di strutture scavate nei limi e ghiaie  che  testimoniano la presenza di un abitato di periodo eneolitico.

Area dell’abitato eneolitico di San Severino

Gli scavi, iniziati nel giugno 2019 in occasione della ricostruzione della nuova scuola svolti sotto la direzione della SABAP-MARCHE, hanno condotto alla necessità di un’indagine preventiva sotto la direzione della società archeologica ArcheoLab e sono tuttora in corso. Nel frattempo hanno permesso di rilevare almeno due fasi erosive di un corso d’acqua con andamento est-ovest, che hanno coinvolto le strutture presenti nell’abitato eneolitico.

Area detritica derivata dall’erosione fluviale

Nell’indagine sono state evidenziate alcune fosse contenenti materiali su diversi livelli quali concotto e ceneri, visibili nelle sezioni esposte durante la rimozione dei materiali edili dell’ex edificio scolastico, e ancora da approfondire.

Nell’area sull’asse sud-est, nello strato basale del secondo scasso erosivo, sono emersi abbondanti materiali, eneolitici, a cui si mette in relazione il ritrovamento di materiali ceramici e litici ritrovati nell’area sull’asse nord-ovest, su terreno in pendenza, plausibilmente riferiti alla formazione detritica derivata dall’erosione degli strati dell’abitato ed alla conseguente formazione di un colluvio.  La presenza di buche di palo e varie fosse nei pressi dell’alveo fluviale denota una modifica antropica del corso del fiume.

Esempio di resti ceramici in situ

Lo stato di conservazione dei materiali risulta eccellente, il che ha permesso di individuare numerose porzioni di contenitori ed attacchi d’anse. I fondi ceramici sono stati asportati così da conservarne il sedimento che li avvolgeva al fine di consentire eventuali indagini volte all’individuazione di residui.

Ad un esame preliminare si possono distinguere due principali classi di impasto: semifine e grossolano; quest’ultima risulta maggiormente rappresentata.  Le forme riconoscibili dimostrano la presenza di olle, scodelle, brocchette, boccali ed un vaso a fiasco .

Di interesse indiziario risulta la presenza di quest’ultimo contenitore che compare nelle necropoli del cosiddetto polo marchigiano della facies di Rinaldone fin dalle fasi iniziali dell’Eneolitico, mentre risulta piuttosto rara in abitati di area adriatica e tirrenica.
La ceramica ritrovata si presenta principalmente come priva di ornamenti; le decorazioni risultano poco frequenti e consistono prevalentemente in orli e cordoni plastici con impressioni digitali, impressioni a scorrimento sull’argilla, solcature e bugne coniche: sia singole che a linee continue. Tali decorazioni sono rappresentativi delle fasi iniziali dell’Eneolitico, come ben testimoniato da altri ritrovamenti di simile fogge in aree marchigiane. Merita ricordare i casi di Cava Giacometti, Attiggio di Fabriano e Berbentina di Sassoferrato.

Esempio di decorazione a cordone plastico.

 

Va  inoltre evidenziato il ritrovamento di materiali litici ottenuti mediante scheggiatura e ritocco ritrovati in situ. Tra quest’ultimi si possono rilevare cuspidi di freccia a doppia aletta dall’orlo ritoccato e con presenza di codolo per l’inserimento in asta; alcuni frammenti di foliato, diversi resti di utensili di industria litica oltre a scarti di lavorazione.

 

Due cuspidi di freccia ritrovate .

 

Ad oggi sono pochi i siti di questa fase ampiamente indagati, specie relativi a contesti insediativi; pertanto la ricerca archeologica nel sito dell’Itis Divini di San Severino risulterà importante per l’ampliamento di conoscenze approfondite sullo stile di vita delle comunità di questa fase eneolitica.

Foto dell’area con riprese ortogonali da drone:
A- aree con strutture dell’abitato ancora conservate;
B- corso d’acqua con materiali derivati dall’erosione dell’abitato e ridepositati;
C- zona del colluvio con materiali sparsi tra i detriti

Fonti:

Ritrovamento di epoca eneolitica a San Severino Marche

I reperti nel cantiere del Divini molto più antichi di Septempeda: «Hanno oltre 5mila anni»


(*) Massimiliano Visalberghi Wieselberger  è un archeologo e disegnatore archeologico che ha collaborato in scavi con varie Soprintendenze e Università.  Svolge per conto della UISP il ruolo di tecnico educatore culturale ed archeologico  tenendo laboratori, lezioni didattiche e conferenze sulle tipologie di archi tra Oriente e d Occidente, dalla Preistoria al Medioevo.  E’ consulente archeologico per alcune Associazioni di rievocazione e/o archeologia sperimentale. per cui prepara e sostiene didattiche collaborative, in nome della cooperazione culturale.

Pubblica su Academia.edu e per la rivista online Antrocom: Journal of Anthropology. Da quasi 10 anni è attivo nella divulgazione culturale su Facebook con lo pseudonimo “Max Berger” attraverso la diffusione di articoli, album fotografici con materiali archeologici e link di libri a tema storico-archeologico e antropologico.  Il suo motto è “Mai abbastanza”.

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