Gli scavi preventivi per il potenziamento di un metanodotto svelano nuovi aspetti della città antica di Nuceria Alfaterna. Individuati solchi di coltivazione e tracce di attività artigianali che testimoniano un intenso e diffuso sfruttamento agricolo in età romana ma anche nelle epoche successive. Trovata anche una “long house” tardoantica e un gruppo di sepolture a cassa litica ancora da datare con precisione.


(Copyright 2023 / Soprintendenza ABAP di Salerno e Avellino). RIPRODUZIONE VIETATA

Durante le indagini archeologiche preventive connesse ai lavori in corso per il potenziamento del metanodotto Diramazione Nocera-Cava dei Tirreni da parte di Snam, tra i comuni di Nocera Superiore, Nocera Inferiore, Roccapiemonte e Castel San Giorgio sono venute alla luce importanti evidenze archeologiche che offrono nuovi elementi di conoscenza del territorio della città antica di Nuceria Alfaterna, in Campania. A renderlo noto è la Soprintendenza ABAP di Salerno e Avellino in un comunicato diramato nei giorni scorsi. In più aree sono stati individuati solchi di coltivazione che testimoniano un intenso e diffuso sfruttamento agricolo in età romana ma anche nelle epoche successive. Le aree erano utilizzate anche a scopi artigianali come documentano gli scarti litici e le tracce di piani di cottura e lavorazione messe in luce in più settori di indagine. La fitta frequentazione è confermata anche dal rinvenimento di diversi battuti stradali e di strade realizzate con ciottoli e ghiaia riferibili a più epoche storiche. Al periodo precedente l’eruzione del 79 d.C. risalgono i resti di muri intonacati pertinenti agli ambienti probabilmente di una villa rustica. Invece all’età tardo-antica dovrebbero datarsi i resti di una capanna, sul modello della cosiddetta long house, di dimensioni strette e lunghe ricostruita sulla base delle buche di palo. Non da ultimo si segnala anche la presenza di un gruppo di sepolture a cassa litica di cui non è ancora possibile definire la precisa cronologia.

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“La ricerca sul campo procede alacremente grazie a una squadra di specialisti della Sogearch coordinati dalla dott.ssa Simona Di Gregorio della Soprintendenza – dichiara il soprintendente Raffaella Bonaudo – e al gruppo di lavoro proprio in questi giorni si è aggiunta anche un’antropologa per effettuare analisi più approfondite”.

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I rinvenimenti sono il frutto di una ricerca scrupolosa sul territorio, attraverso la quale risulta evidente come l’archeologia sia finalizzata non solo al mero recupero ma anche alla ricostruzione completa di tutti gli aspetti sociali, economici e antropologici che hanno caratterizzato nel corso del tempo l’interrelazione tra l’uomo e il suo territorio. Nel contempo, la ricerca, impostata secondo una corretta metodologia scientifica, consente anche la prosecuzione dei lavori di posa del metanodotto a dimostrazione del fatto che, lavorando in sinergia, possono coesistere le esigenze della tutela del patrimonio e quelle dell’efficientamento energetico. Questo dimostra come l’archeologia possa contribuire non solo alla preservazione del passato, ma anche a promuovere lo sviluppo sostenibile e la valorizzazione del nostro patrimonio storico-culturale.

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Fonte: Comunicato e Pagina Facebook SABAP di Salerno e Avellino

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ENGLISH: During the archaeological investigations related to the ongoing works for the enhancement of the Nocera-Cava dei Tirreni gas pipeline by Snam, important archaeological evidence has been discovered in the municipalities of Nocera Superiore, Nocera Inferiore, Roccapiemonte, and Castel San Giorgio. These findings provide new knowledge about the territory of the ancient city of Nuceria Alfaterna. In several areas, cultivation furrows have been identified, testifying to intense and widespread agricultural exploitation during the Roman era and beyond. These areas were also used for artisanal purposes, as evidenced by the lithic remains and traces of cooking and processing areas found in various sectors of investigation. The dense habitation is further confirmed by the discovery of several paved roads and roads made of pebbles and gravel, dating back to different historical periods. The remains of plastered walls belonging to probably the rooms of a rustic villa, dating to the period before the eruption of 79 AD, have also been found. On the other hand, the remains of a narrow and long hut, resembling a so-called long house, which was reconstructed based on the post holes, are believed to date back to the late antique period. Lastly, it is worth noting the presence of a group of stone coffin burials, the precise chronology of which has yet to be determined.

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