Nuova, eccezionale scoperta ad Alessandria d’Egitto. Durante un intervento di archeologia preventiva, avviato in vista di un progetto edilizio nei pressi della stazione ferroviaria nel moderno quartiere di Moharam Bek, gli scavi hanno riportato alla luce un edificio termale pubblico di forma circolare di età tolemaica e una villa romana decorata da mosaici, che documenta la continuità di vita dell’area tra l’epoca tolemaica, quella romana e il periodo bizantino.

La scoperta è stata annunciata dal Ministero del Turismo e delle Antichità egiziano. Oltre agli edifici, sono riemersi statue marmoree, monete, anfore e altri numerosi reperti che permettono di ricostruire l’evoluzione di questo settore dell’antica città fondata nel IV secolo a.C. da Alessandro Magno.
Le terme di età tolemaica
Il ritrovamento più significativo è rappresentato da un edificio termale costruito secondo la tipologia del tholos, caratterizzata da una pianta circolare. Si tratta di una soluzione architettonica piuttosto insolita ad Alessandria e finora documentata solo in pochi casi.

Gli archeologi attribuiscono il complesso alla fase finale del periodo tolemaico, quando Alessandria era uno dei principali centri politici, economici e culturali del Mediterraneo. Le indagini sono ancora in corso e lasciano supporre che la struttura prosegua oltre l’area finora scavata, con ulteriori ambienti ancora sepolti.

Le terme pubbliche costituivano un elemento essenziale della vita urbana, non soltanto per l’igiene personale ma anche come luoghi di incontro e socializzazione, anticipando un modello che avrebbe raggiunto la massima diffusione durante l’Impero romano.
Una dimora di prestigio nell’Alessandria romana
Poco distante è emersa una vasta domus appartenuta con ogni probabilità a una famiglia dell’élite cittadina durante il periodo romano.
Gli ambienti conservano raffinati pavimenti musivi realizzati con tecniche differenti. Alcuni sono eseguiti in opus tessellatum, composto da piccole tessere quadrate accuratamente disposte a creare motivi decorativi; altri utilizzano la tecnica dell’opus sectile, nella quale lastre di pietra colorata vengono sagomate e accostate per ottenere eleganti composizioni geometriche.

La villa disponeva inoltre di una piccola vasca da bagno privata collegata a un articolato sistema di approvvigionamento idrico e di drenaggio, testimonianza dell’elevato livello tecnologico raggiunto dall’architettura domestica romana.
Statue, monete e lucerne
Lo scavo ha restituito anche moltissimi reperti che contribuiscono a delineare la vita quotidiana del quartiere. Tra questi spiccano lucerne, recipienti ceramici, numerose monete e frammenti di anfore con marchi di fabbrica, preziose testimonianze dei traffici commerciali che collegavano Alessandria ai principali porti del Mediterraneo.

Tra i rinvenimenti figurano inoltre diverse statue marmoree raffiguranti divinità del pantheon greco-romano. Sono stati identificati esemplari riconducibili a Bacco e ad Asclepio, dio della medicina, oltre a una statua acefala probabilmente raffigurante Minerva. La presenza di Asclepio potrebbe suggerire l’esistenza, nelle vicinanze, di spazi legati alle pratiche terapeutiche o a culti connessi alla guarigione, un’ipotesi che dovrà essere verificata attraverso le future ricerche.

Un quartiere abitato per oltre sette secoli
Secondo gli studiosi, uno degli aspetti più interessanti della scoperta riguarda la continuità di frequentazione dell’area. Le diverse fasi costruttive documentano infatti un’occupazione protrattasi dall’età tolemaica fino al periodo bizantino, confermando che questo settore sud-orientale di Alessandria rimase inserito nel tessuto urbano per molti secoli.
Le nuove evidenze contribuiscono inoltre a colmare una lacuna nella ricostruzione topografica dell’antica città e offrono dati preziosi per comprendere come si svilupparono i quartieri periferici rispetto alle aree monumentali meglio conosciute.
Restauri e nuovi studi ancora in corso
Le operazioni di scavo proseguono e gli archeologi ritengono probabile l’emersione di ulteriori strutture appartenenti sia al complesso termale sia alla villa romana.
Nel frattempo sono già iniziate le attività di restauro dei reperti, mentre è in corso la valutazione sulla conservazione dei mosaici. Una parte dei materiali recuperati potrebbe trovare posto nelle collezioni del Museo Greco-Romano di Alessandria, permettendo al pubblico di conoscere una nuova pagina della storia urbana della grande capitale del Mediterraneo orientale.
📘 Notizia verificata ✅
- 📄 Fonte: Ministero del Turismo e delle Antichità egiziano ✅



