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Agli Scavi di Pompei la seconda tappa del progetto espositivo “Egitto Pompei”, inaugurato il 5 marzo scorso al Museo Egizio di Torino. La prossima da giugno a Napoli.

z2POMPEI – Arriva agli Scavi di Pompei la seconda tappa del grande progetto espositivo “Egitto Pompei”, inaugurato il 5 marzo scorso al Museo Egizio di TorinoPer l’occasione di riaprono gli spazi recentemente restaurati della Palestra Grande e accolgono, esaltate dallo scenografico allestimento di Francesco Venezia, sette monumentali statue raffiguranti Sekhmet, la divinità egizia dalla testa leonina, e la magnifica statua seduta del faraone Thutmosi I, tutte appartenenti ad uno dei periodi di massimo splendore della storia dell’antico Egitto: la XVIII dinastia (XVI-XIV sec. a.C.).

Gli eccezionali prestiti, provenienti dalla collezione permanente del Museo Egizio, suggellano e ribadiscono l’unità di intenti e di collaborazione tra il Museo torinese, la Soprintendenza Pompei e il Museo Archeologico Nazionale di Napoli, per una mostra che vuole raccontare – in tre diverse sedi – culti e mode originati nella terra del Nilo e diffusi a Pompei, inserendoli in un’ampia riflessione sulle interrelazioni tra le civiltà del mondo antico che si affacciavano sul Mediterraneo.

Le imponenti sculture in granito, oltre a rappresentare il potere faraonico al tempo della XVIII dinastia, sono una testimonianza straordinaria del mondo della mitologia egizia. Sekhmet, come altre divinità femminili, ha una natura ambivalente, contraddistinta da forze contrapposte. Figlia del sole, propaga sulla terra calore, distruzione e malattie, ma allo stesso tempo, se placata con rituali e preghiere, è in grado di garantire la pace e la prosperità.

La mostra, curata da Massimo Osanna e Marco Fabbri con Simon Connor, continua fino al 2 novembre con un’emozionante video installazione originale di Studio Azzurro che evoca gli scambi culturali, religiosi ed economici intercorsi tra Pompei e l’Egitto dalla fine del II sec. a.C.

Il percorso espositivo si arricchisce inoltre di un “itinerario egizio”: dal Tempio di Iside, tra i maggiori e meglio conservati edifici pompeiani – oggetto per l’occasione di un intervento di riallestimento con postazioni multimediali di realtà immersiva – alle numerose domus decorate con motivi egittizzanti, come quella di Loreio Tiburtino tornata di recente a risplendere e quella dei Pigmei riaperta in occasione della mostra.

Il 28 giugno, al Museo Archeologico di Napoli, la terza tappa del progetto con l’inaugurazione di una nuova sezione del percorso di visita delle collezioni permanenti con reperti archeologici, affreschi e capolavori di artigianato ispirati alla cultura egizia.

Sito ufficiale: www.mostraegittopompei.it

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Data di pubblicazione registrata: 24/04/2016 21:25
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