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LEGGI L’ARTICOLO AGGIORNATO DOPO LA CONFERENZA STAMPA DEL 25/5/2017

 https://percevalasnotizie.wordpress.com/2017/05/25/longobardi-pavia-napoli-russia/

 

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PAVIA – L’hanno annunciata come la più importante mostra mai realizzata sui Longobardi e sarà ospitata in tre sedi: Pavia, Napoli e San Pietroburgo. L’accordo di partnership tra i Musei Civici del Castello Visconteo di Pavia e il MANN – Museo Archeologico Nazionale di Napoli è stato siglato oggi. Ed ora è ufficiale: dal prossimo primo settembre al Castello di Pavia, dal 15 dicembre al MANN di Napoli  e ad aprile 2018 al Museo Statale Ermitage di San Pietroburgo sarà esposta “Longobardi. Un popolo che cambia la storia”. 

15 ANNI DI RICERCHE – Susanna Zatti direttrice dei Musei Civici del Castello Visconteo di Pavia e Paolo Giulierini direttore del MANN-Museo Archeologico Nazionale di Napoli hanno siglato questa mattina a Pavia – presenti il Sindaco della città lombarda Massimo Depaoli, l’Assessore alla Cultura Giacomo Galazzo e Maurizio Cecconi Segretario Generale di Ermitage Italia – l’atto ufficiale che definisce la collaborazione per la realizzazione di una mostra che, per gli studi scientifici svolti, l’analisi del contesto storico italiano e più ampiamente mediterraneo ed europeo, per i materiali esposti, quasi totalmente inediti, e per le modalità espositive, definiscono  “epocale” .

Si tratta del punto di arrivo di oltre 15 anni di nuove indagini archeologiche, epigrafiche e storico-politiche su siti e necropoli altomedievali, frutto del rinnovato interesse per un periodo cruciale della storia Italiana ed europea.

Con l’appoggio scientifico e la collaborazione fattiva del Mibact, la mostra – che a Pavia rientra nel progetto Cult City della Regione Lombardia – si presenta come un vero evento già nei numeri.

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Orecchino oro e smalti Napoli, Museo Archeologico Nazionale

OLTRE 300 OPERE ESPOSTE – Oltre 300 le opere esposte; più di 100 i musei e gli enti prestatori; oltre 50 gli studiosi coinvolti nelle ricerche e nel catalogo edito da Skira, 32 i siti e i centri longobardi rappresentati in mostra, 58 i corredi funerari esposti integralmente, 17 i video originali e le installazioni multimediali (touch screen, oleogrammi, ricostruzioni 3D, ecc.); 4 le cripte longobarde pavesi, appartenenti a Istituzioni diverse, aperte per la prima volta al pubblico in un apposito itinerario; centinaia i materiali dei depositi del MANN vagliati dall’Università Suor Orsola Benincasa, per individuare e studiare per la prima volta i manufatti d’epoca altomedievale conservati nel museo napoletano.

 

 

 

 

 

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Pluteo con agnello marmo Pavia, Museo Civici

Curata da Gian Pietro Brogiolo e Federico Marazzi con Ermanno Arslan, Carlo Bertelli, Caterina Giostra, Saverio Lomartire e Fabio Pagano e con la direzione scientifica di Susanna Zatti, Paolo Giulierini e Yuri Piotrovsky, la mostra organizzata da Villaggio Globale International consentirà – a differenza di precedenti eventi – di dare una visione complessiva e di ampio respiro (dalla metà del VI secolo, dalla presenza gotica in Italia,alla fine del I millennio) del ruolo, dell’identità, delle strategie, della cultura e dell’eredità del popolo longobardo che nel 568, guidato da Alboino, varca le Alpi Giulie e inizia la sua espansione sul suolo italiano: una terra divenuta crocevia strategico tra Occidente e Oriente, un tempo cuore dell’Impero Romano e ora sede della Cristianità, ponte tra Mediterraneo e Nord Europa.

Frutto di una “coproduzione” tra Pavia, capitale del Regno longobardo, e Napoli città bizantina ma punto di riferimento economico e culturale del Ducato di Benevento, “Longobardi. Un popolo che cambia la storia” ricostruisce dunque le grandi sfide economiche e sociali affrontate dai Longobardi e riflette sulle relazioni e sulle mediazioni culturali che dominarono quei secoli di guerre e scontri, alleanze strategiche e grandi personalità.

Il Ducato di Benevento, rimasto in vita come stato indipendente sin oltre la metà dell’XI secolo, non solo conservò memoria e retaggio del Regno di Pavia abbattuto da Carlo Magno nel 774, ma elaborò un proprio originale ruolo di cinghia di trasmissione fra le culture mediterranee e l’Europa occidentale.  Parlarne oggi, in una fase di cambiamenti altrettanto marcati come quelli che si verificarono nell’Italia longobarda, significa per i curatori sperimentare la possibilità di costruire una visione “dal Mediterraneo” all’intera Europa, e mostrare una prospettiva del nostro continente in cui i legami fra le aree transalpine e quelle meridionali appaiano assai più equilibrati e dialoganti di quanto molta storiografia non abbia da sempre teso a rappresentare.

Il carattere internazionale dell’evento, promosso insieme ad uno dei più prestigiosi musei al mondo, il Museo Statale Ermitage di San Pietroburgo, e presentato – dopo Pavia e Napoli – nel 2018 in Russia, dove per la prima volta verranno accesi i riflettori sulla civiltà longobarda, è il segnale più concreto della consapevolezza che gli incroci di civiltà risultano sempre più evidenti e ineludibili.

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Data di pubblicazione registrata: 03/04/2017 17:51
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