MOSTRE / I volti degli Etruschi di Spina ricostruiti al Museo Archeologico Nazionale di Ferrara

La mostra “Hyper-Spina: L’iXbolico Sogno Possibile di Incontrare i Nostri Antenati”, dal 20 giugno 2021 al Museo Archeologico Nazionale di Ferrara permette grazie alle scansioni laser dei resti scheletrici e alle ricostruzioni 3D – realizzate dagli esperti di AntropoLab – il volto di due degli antichi abitanti di Spina (VI-III secolo a.C.). L’esposizione dialoga con i magnifici ritrovamenti della necropoli conservati nelle sale.

di Redazione (via: UniFe) – ©RIPRODUZIONE RISERVATA

Un incontro emozionante e hi-tech con i nostri antenati etruschi, al Museo Archeologico Nazionale di Ferrara.  Occasione sarà la mostra “Hyper-Spina: L’iXbolico Sogno Possibile di Incontrare i Nostri Antenati”, che sarà inaugurata domenica 20 giugno 2021, nell’ambito della terza Giornata Europea dell’Archeologia. Organizzata con il contributo dell’Università di Ferrara e della Camera di Commercio di Ferrara, la mostra si sviluppa in tre percorsi virtuali, paralleli alla visita del Museo nelle cui sale sono ospitati i magnifici ritrovamenti della necropoli etrusca di Spina (VI-III secolo a.C.). Grazie alle scansioni laser dei resti scheletrici e alle ricostruzioni 3D realizzate da esperte/i di AntropoLab, i Laboratori di Archeo-Antropologia e Antropologia Forense dell’Università di Ferrara, sarà possibile inoltre vedere il volto di due degli antichi abitanti di Spina.

Uno dei due crani proiettati con ologrammi di nuova generazione, una tecnologia usata per la prima volta con questo scopo. (Foto: Roberto Meschini)

Proprio l’ultima sala, infatti, propone l’esperienza unica ed emozionante dell’incontro tra il mondo virtuale e quello reale, con il volto dei nostri antenati realizzato in realtà aumentata, grazie a un’innovativa tecnologia digitale.

Una delle fasi della ricostruzione in 3D dei crani di Spina, realizzata da Simonetta Zonari

“È la prima volta al mondo che si usa una ventola olografica LED in un museo e per pubblicizzare i contenuti di ricerche scientifiche, finora questa tecnologia è stata impiegata per lo più per scopi commerciali”, sottolinea la Professoressa Barbara Bramanti, docente di Antropologia all’Università di Ferrara, e ideatrice della mostra. E aggiunge: “Presentata per la prima volta al Mobile World Congress a Barcellona nel 2018, la ventola olografica LED, opportunamente integrata, ci permette di mostrare a un ampio pubblico resti umani antichi di grande fragilità, altrimenti non esponibili, e di presentare le loro sembianze ricostruite in modalità virtuale e 3D”.

Scannerizzazione 3D di uno dei crani di cui è stata realizzata la ricostruzione cranio-facciale. (Foto: Simonetta Zonari, Antropolab)

percorsi della mostra sono caratterizzati dalla presenza di target, vetrofanie apposte sulle vetrine delle sale, che possono essere esplorati con tablet o smartphone personale grazie ad una App.

“Si tratta di un’idea estremamente innovativa, che permette di navigare in overlayer, in un’esperienza di realtà aumentata”, commenta l’Architetto Roberto Meschini che con la ditta TryeCo 2.0 ha preso parte al progetto e realizzato l’App Mix. E aggiunge: “Si tratta anche di un progetto anti-covid, dal momento che con l’uso di dispositivi personali si elimina l’utilizzo dei sistemi multiutente e si possono limitare al massimo assembramenti nelle sale del museo; basterà puntare il proprio device su un target e muoversi liberamente per le sale, leggendo o ascoltando i testi e guardando i book di immagini proposte”.

“L’idea di sviluppare la mostra in percorsi virtuali ha portato ad una perfetta sinergia tra i reperti presenti nelle sale del Museo e i contenuti proposti, creando una visita dinamica e perfettamente integrata”  commenta il Dottor Filippo Scianò, antropologo, che ha curato la mostra, e continua: “I contenuti integrati nei percorsi spiegano come archeologi e antropologi riescano a ricostruire dalle ossa ritrovate il profilo biologico degli individui e il loro ambiente di vita, e come si arrivi a realizzare raffigurazioni in 3D”.

“Abbiamo portato gli Spineti nella loro Casa, il Palazzo Costabili di Ferrara” sottolinea con entusiasmo la Dottoressa Paola Desantis, Direttrice del Museo Archeologico Nazionale di Ferrara e aggiunge “Questa iniziativa è una sorta di anticipazione di quello che verrà realizzato su più ampio raggio nel prossimo 2022 in occasione del Centenario della scoperta di Spina” 

Al costo del normale biglietto le visitatrici e i visitatori potranno seguire questo nuovo interessante percorso e vivere esperienze di realtà aumentata scaricando gratuitamente l’App di Mix in biglietteria e puntando il proprio device verso i target presenti nelle diverse sale. La mostra sarà aperta al pubblico dal 20 di giugno 2021, visitabile nel normale orario del Museo. Si consiglia l’uso di auricolari.

Fonte: UniFe

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