SCOPERTE / 50 tombe, armi e un luogo di culto: ecco i Longobardi di Monticello di Fara a Sarego (Vi) [FOTO / VIDEO]

Illustrati in una conferenza stampa i ritrovamenti scoperti a Monticello di Fara, frazione di Sarego (Vicenza), tra il settembre e il dicembre scorso. Tra le oltre 50 sepolture, risalenti all’età longobarda e disposte intorno ai resti di un probabile luogo di culto altomedievale, anche quella di un guerriero accompagnato dalle sue armi. Ossa e reperti saranno studiati per trarne informazioni sulle modalità di occupazione del territorio tra la fine del VI e gli inizi dell’VIII secolo.

di Elena Percivaldi (foto: ©Sabap Vr-Ro-Vi)

La necropoli vista dall’alto (foto: ©Sabap Vr-Ro-Vi)

Uno scudo da parata, una lancia, la spada, alcune punte di freccia e una coppia di speroni: era questo il ricco corredo di armi che accompagnava nell’Aldilà il guerriero longobardo ritrovato a Sarego, in provincia di Vicenza. La sua tomba fa parte dell’importante necropoli scoperta tra il settembre e il dicembre scorsi (ne avevamo parlato qui) nella campagna attorno a Monticello di Fara, un toponimo che è tutto un programma: la fara (dalla radice germanica comune di faran, viaggiare) era infatti un gruppo o distaccamento militare in grado di occupare il territorio durante le fasi della migrazione per dare vita a strutture via via più stabili.

Il ritrovamento, avvenuto nell’ambito di un intervento preventivo per la sostituzione di una nuova condotta di adduzione primaria nella tratta Montecchio Maggiore-Brendola-Lonigo per la sostituzione delle fonti idriche contaminate da PFAS, è stato illustrato in una conferenza stampa nel Comune di Sarego cui hanno partecipato il sindaco Roberto Castiglion, il Soprintendente all’Archeologia per Verona, Vicenza e Rovigo Vincenzo Tinè, l’archeologa Claudia Cenci direttrice degli scavi e Gianvittore Vaccari e Franco Trevisan, rispettivamente amministratore unico e responsabile dell’ Ufficio Tecnico di Veneto Acque. Ed è di straordinaria importanza perché conferma archeologicamente la presenza longobarda nel territorio, fino ad ora solo ipotizzata grazie al toponimo tipicamente longobardo di Fara. Inoltre, i reperti acquisiti permetteranno di apprendere nuove informazioni sul territorio vicentino e veneto nel periodo tardo antico e alto medievale.

Una delle tombe in fase di scavo (foto: ©Sabap Vr-Ro-Vi)

Le sepolture, databili tra la fine del VI e gli inizi dell’VIII secolo, sono disposte intorno ai resti di opere murarie. “L’ipotesi più plausibile è che la necropoli fosse sviluppata intorno ad un luogo di culto – spiega Claudia Cenci, della Soprintendenza di Verona, Rovigo e Vicenza, responsabile dello scavo – ed è da approfondire e chiarire di che tipologia di edificio si tratti, permettendoci di scoprire anche qualcosa di più sulla comunità vicentina dell’epoca e sulla sua cristianizzazione”.

La tomba del guerriero (foto: ©Sabap Vr-Ro-Vi)

  
Nello scavo sono stati rinvenuti anche dei corredi funerari degni di nota tra cui, in particolare, quello di una tomba maschile di alto rango, composto da scudo da parata, lancia, spatha, fibbie di cintura, frecce e speroni. “Soprattutto la presenza di uno scudo da parata – spiega la dott.ssa Cenci – testimonia che siamo di fronte a una persona dall’alto status sociale. In Veneto, anche in altre necropoli longobarde, non è così comune trovare questo tipo di armi, ciò significa che siamo di fronte a una personalità di grande rilievo”.

Umbone di scudo del guerriero (foto: ©Sabap Vr-Ro-Vi)

In un altro settore dello scavo, invece, è stata esplorata una fornace per mattoni che testimonia la preesistenza di un insediamento produttivo di età romana, databile alla fine del I sec. d.C. Storicamente, i Longobardi crearono una serie di insediamenti importanti lungo le principali strade antiche, come appunto la via Postumia, la più importante arteria stradale del territorio fin dal II secolo a.C. In virtù di altri ritrovamenti nella frazione di Monticello di Fara, è lecito pensare – spiegano gli archeologi – di essere in presenza di uno di questi insediamenti.

GALLERY (foto: ©Sabap Vr-Ro-Vi)


 
I materiali recuperati verranno ora sottoposti a restauro, studio e conservazione: ciò permetterà di chiarire la cronologia dei reperti e acquisire molte informazioni utili per ricostruire fasi e modalità di occupazione del territorio. La necropoli rinvenuta, infatti, presenta sepolture risalenti ad almeno 2-3 generazioni diverse e questo permetterà di capire attraverso l’analisi dei resti umani, come la popolazione sia mutata nel corso dei flussi migratori. “L’analisi degli scheletri rinvenuti – chiosa la dottoressa Cenci – potrebbe esserci utile per conoscere l’alimentazione degli abitanti di questo villaggio, le origini ed eventuali matrimoni misti con persone autoctone”.

L’auspicio è che i dati raccolti possano portare presto a un’esposizione dei reperti e a una pubblicazione scientifica

 
“La scoperta di questo sito archeologico – ha commentato il sindaco di Sarego, Roberto Castiglion – rappresenta l’incredibile opportunità di approfondire la nostra storia, scoprendo le caratteristiche dell’insediamento di età longobarda e gli usi e costumi dei nostri antenati. Abbiamo l’opportunità di sapere qualcosa di più della nostra storia e del nostro passato”.
 
“Questa importante ed affascinante scoperta archeologica – ha aggiunto l’Assessore alla Cultura della Provincia di Vicenza, Marco Guzzonato – è una bellissima opportunità per approfondire gli studi sulla storia antica dei nostri territori vicentini. La Provincia di Vicenza ha accolto con grande interesse la notizia di ritrovamenti longobardi a Monticello di Fara e resterò in contatto con il Sindaco di Sarego per eventuali auspicabili collaborazioni in merito a questo straordinario evento e ai suoi sviluppi”.

©Storie & Archeostorie – VIETATA LA RIPRODUZIONE, LA RIELABORAZIONE E LA RIPUBBLICAZIONE IN QUALSIASI FORMA E MEZZO SENZA AUTORIZZAZIONE

Per saperne di più sui Longobardi:
Elena Percivaldi, “I Longobardi. Un popolo alle radici della nostra Storia” (ed. Diarkos, 2020), candidato al Premio Italia Medievale 2021.

La storia, le fonti e la vita materiale dei Longobardi narrate con un approccio multidisciplinare alla luce del più recente dibattito scientifico e degli ultimi ritrovamenti archeologici.

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Un pensiero su “SCOPERTE / 50 tombe, armi e un luogo di culto: ecco i Longobardi di Monticello di Fara a Sarego (Vi) [FOTO / VIDEO]

  1. Per favore, e’ possibile fare ai resting il test del DNA per sapere a quale haplogroyp appartengono? Le mie origini paterne sono Haplogroup I1-Z140 tipicamente Scandinavo e le mie radici puntano su I Longobardi anche perche’ il mio cognome ANGIL-ERI (ERI = HARJA). Significa “Colui che miwte terrore xon ke sue ar.i”.. Mi faccia sapere se farete il DNA quale Haplogeoup appartengono questi resting. Grazie anticipate. Le mie radici paterne vengono da Marsala, Sicily dove il 20% dei residential portano il mio stesso cognome.

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