SCOPERTE / Il restauro svela: il Volto Santo di Lucca è autentico (ed è la più antica statua lignea d’Occidente) [FOTO, VIDEO]

LUCCA , 19 giugno 2020 – La scoperta è di quelle sensazionali, che capitano una volta ogni secolo o quasi. Il Volto Santo di Lucca, il celebre e veneratissimo crocifisso conservato nella Cattedrale di San Martino della città toscana, che un antico testo creduto leggendario affermava essere arrivato a Lucca nel 782 d.C., non solo è il primo e unico Volto Santo (si riteneva fosse una copia più tarda di un originale andato perduto) ma  è effettivamente  databile tra gli ultimi decenni dell’VIII e l’inizio del IX secolo. Il che ne fa  la più antica scultura lignea dell’Occidente, arrivata sorprendentemente integra ai giorni nostri.

Volto Santo di Lucca, VIII-IX sec. d.C, Cattedrale di Lucca
Courtesy: Tecnoservice, photo Luca Lupi

LA CONFERMA DAL C-14 – L’annuncio, dato oggi in conferenza stampa, giunge in occasione delle Celebrazioni per i 950 anni dalla rifondazione della Cattedrale cittadina che cadono in questo 2020. Le indagini diagnostiche propedeutiche al restauro sono state compiute per iniziativa dell’Opera del Duomo di Lucca ed eseguite per la prima volta con il metodo del carbonio 14, nella sede di Firenze dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare CHNet – Cultural Heritage Network, su tre campioni di legno della scultura e su un frammento di tela applicata sulla superficie lignea fin dall’origine. Il risultato è stato eclatante: l’opera è databile tra gli ultimi decenni delll’VIII e l’inizio del IX secolo. E’ la conferma che si tratta del primo e unico Volto Santo, che un antico testo, creduto leggendario, affermava essere arrivato a Lucca nel 782 d.C. e non della replica di un originale più antico, andato perduto, come le ricerche  documentarie e gli studi di storia dell’arte ritenevano fino ad oggi. Alla luce dei nuovi dati, il Volto Santo di Lucca è a tutti gli effetti la più antica scultura lignea dell’Occidente, sorprendentemente arrivata integra ai giorni nostri. Di particolare importanza per la datazione di questa straordinaria opera, si legge nella nota diffusa dall’Opera del Duomo,  è il risultato ottenuto dall’esame della tela di incamottatura, posta tra il legno e la pittura, dato che il taglio di una fibra vegetale destinata alla tessitura di norma non precedeva di molto la sua lavorazione, mentre il legno dopo il taglio dell’albero poteva essere sottoposto a un periodo di stagionatura.

Volto Santo di Lucca, VIII-IX sec. d.C, Cattedrale di Lucca
Courtesy: foto Lucio Ghilardi

“Per secoli molto è stato scritto sul Volto Santo, spiega Annamaria Giusti, consulente  scientifica per le Celebrazioni – ma sempre in termini di fede e religiosità. Solo nel XX secolo ha preso avvio un nutrito dibattito critico sulla sua datazione e caratteri di stile. L’opinione prevalente era che si trattasse di un’opera da datare nella seconda metà del XII secolo. Non potendo poi sorvolare sul fatto che la sua esistenza è documentata in epoca più antica (il primo documento che lo cita esplicitamente risale al 1050) si ipotizzava che si trattasse della seconda versione di un più antico Volto Santo, andato per qualche ragione distrutto. Finalmente la sua accertata antichità chiude l’annoso e controverso problema sull’epoca di esecuzione di quest’opera”.

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VENERATO IN TUTTO IL MONDO – Il grandioso crocifisso ligneo del Volto Santo (altezza cm 247), simbolo della città di Lucca, è una delle icone più venerate della cristianità, il cui culto nel Medioevo si estese a tutta l’Europa creando un flusso ininterrotto di pellegrinaggi e una serie di repliche tuttora visibili in vari territori del continente. Tale era la sua fama che in Inghilterra, nel 1087, il re Guglielmo II prestava solenne giuramento in nome del Volto Santo. Anche Dante lo citerà più tardi nella Divina Commedia. Considerato miracoloso, un’opera acheropita (non realizzata da mano umana), si riteneva che fosse la vera immagine di Cristo.

Volto Santo di Lucca, VIII-IX sec. d.C, Cattedrale di Lucca
Courtesy: Tecnoservice, photo Luca Lupi

Il fatto che fosse un oggetto di culto ha escluso che sul Volto Santo fossero effettuate indagini diagnostiche e interventi di restauro fino a tempi recenti. E’ merito della locale Soprintendenza l’aver attuato una prima iniziativa in questa direzione nel 2013, in concomitanza con il restauro del tempietto marmoreo di Matteo Civitali che dal 1484 ospita il Volto Santo, eseguendo delle indagini non invasive sulla scultura (radiografie e analisi multispettrali) che hanno accertato la presenza di policromia sotto la coloritura bruna che ricopre la scultura (applicata in epoca imprecisata, ma comunque già presente nel Seicento) e che oggi appare lacunosa e precaria in più zone.

PRESTO NUOVI RISULTATI – Attualmente, oltre agli esami al carbonio 14, l’Opera del Duomo di Lucca ha dato incarico all’Istituto di Fisica Applicata del CNR di Firenze di effettuare indagini sugli strati di colore presenti sulla superficie della scultura, di cui si aspettano i risultati. E’ inoltre in corso una campagna di rilevamenti del microclima interno alla cappella del Volto Santo, che per un anno testerà i valori relativi a umidità e temperatura, fondamentali per la conservazione di un’opera lignea.

Volto Santo di Lucca, VIII-IX sec. d.C, Cattedrale di Lucca
Courtesy: foto Lucio Ghilardi

950 ANNI DELLA CATTEDRALE DI LUCCA – In autunno riprenderanno le Celebrazioni per i 950 dalla rifondazione della Cattedrale di Lucca, interrotte a causa del lockdown da Covid-19, e tra le tante iniziative in programma (convegni, mostre, videoproiezioni) proseguiranno i lavori per il riallestimento della Cappella di Sant’Apollinare, dove è conservato il sepolcro di Ilaria del Carretto, celeberrimo e toccante capolavoro di Iacopo della Quercia. Il progetto mira a ripristinare le caratteristiche architettoniche dell’ambiente, che risale al 1401, valorizzando il monumento marmoreo grazie anche a una nuova illuminazione.

Per informazioni: www.museocattedralelucca.it.

INTERVISTE

Intervista ad Annamaria Giusti, Consulente scientifica per le Celebrazioni 950 anni della Cattedrale

 

Intervista ad Mariaelena Fedi, Ricercatrice dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare

Intervista a Don Mauro Lucchesi, rettore della Cattedrale di Lucca

 

Intervista a Mons Paolo Giulietti, Arcivescovo di Lucca

2 pensieri su “SCOPERTE / Il restauro svela: il Volto Santo di Lucca è autentico (ed è la più antica statua lignea d’Occidente) [FOTO, VIDEO]

  1. Anni fa’, visitando l’Irlanda, mi fu detto da una guida locale che il Volto Santo di lucca era una delle pochissime croci celtiche originali esistenti in europa. Esperti locali mi oobbiettano che il “cerchio” non essendo “chiuso” la esclude dal novero delle “croci celtiche”. Considerata la devozione lucchese per l’irlandese S.Frediano ho sempre pensato che il nesso non fosse solo casuale. Mi può dare informazioni al riguardo?

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